sabato, Maggio 9, 2026
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Diplomi falsi e presenze fantasma: misure interdittive per docenti e responsabili di scuola parificata e centro di formazione

CAIVANO (rgl) – Un sistema che, secondo gli investigatori, avrebbe trasformato il diritto allo studio in un affare illecito. È questo lo scenario emerso dall’indagine coordinata dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Napoli Nord, che ha portato all’esecuzione di misure cautelari interdittive nei confronti di responsabili, docenti e addetti di un istituto scolastico parificato e di un centro di formazione professionale operanti tra Crispano e Caivano. L’operazione, eseguita dai carabinieri della compagnia di Caivano (sezione Operativa), arriva al termine di un’articolata attività investigativa della sezione criminalità economica della Procura coordinata da Domenico Airoma. Secondo quanto ricostruito allo stato dagli investigatori, gli indagati avrebbero promosso e partecipato a un’associazione per delinquere finalizzata alla commissione di reati di falso. In particolare, sarebbero state riportate presenze e voti fittizi nei registri scolastici, nonostante l’assenza sistematica degli studenti, consentendo così il conseguimento di diplomi di scuola superiore non corrispondenti alla reale frequenza. Le irregolarità avrebbero riguardato anche minori ancora soggetti all’obbligo scolastico, formalmente iscritti ma di fatto impegnati esclusivamente in percorsi di formazione professionale o avviati precocemente al lavoro. In altri casi sarebbero stati falsificati i percorsi scolastici per attestare l’assolvimento dell’obbligo di istruzione. Le indagini hanno inoltre fatto emergere presunti accordi illeciti tra i vertici dell’istituto parificato e quelli del centro di formazione, con sconti sulle rette destinati alle famiglie che iscrivevano o trasferivano i figli presso le strutture coinvolte, con l’obiettivo – secondo l’ipotesi accusatoria – di aumentare i profitti a discapito del diritto allo studio. Tra le contestazioni figura anche un presunto accordo corruttivo finalizzato al rilascio illecito di titoli di studio superiori dietro pagamento di ingenti somme di denaro, oltre a un episodio di depistaggio durante le attività di acquisizione documentale e ipotesi di induzione indebita che coinvolgerebbero anche un appartenente alla Polizia Municipale. Alle società coinvolte sono stati inoltre contestati gli illeciti amministrativi previsti dal Decreto Legislativo 231/2001.

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