venerdì, Maggio 8, 2026
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Sim fantasma e migliaia di passaporti scannerizzati: indagato commerciante di telefonia

NAPOLI – AVELLINO (rgl) – Un flusso silenzioso di dati, numeri e identità inesistenti che viaggiava lungo la rete, alimentando un mercato parallelo difficile da intercettare. È da qui che prende le mosse l’operazione condotta dai carabinieri del Nucleo Investigativo del comando provinciale di Avellino, che nelle scorse ore hanno eseguito un decreto di perquisizione e sequestro nei confronti di un cinquantenne originario del Bangladesh, residente a Napoli e titolare di un’attività commerciale nel settore della telefonia mobile, indagato per il reato di ricettazione. Il provvedimento, emesso dalla Procura della Repubblica di Avellino, rappresenta il prosieguo di un’indagine che nei mesi scorsi aveva già portato alla scoperta di un canale illecito di vendita online di carte sim intestate fittiziamente a persone inesistenti. Un sistema strutturato che, secondo gli investigatori, avrebbe consentito la distribuzione su larga scala di schede telefoniche utilizzabili in modo anonimo. Nel corso degli approfondimenti investigativi, l’uomo è stato individuato come presunto fornitore all’ingrosso delle sim fraudolentemente intestate, destinate in prevalenza a cittadini suoi connazionali. Le operazioni di polizia giudiziaria, eseguite a Napoli sia presso l’esercizio commerciale di telefonia sia nell’abitazione dell’indagato, hanno portato a un sequestro di notevole entità. I militari hanno rinvenuto numerosi dispositivi di memoria contenenti file con migliaia di passaporti del Bangladesh scannerizzati, oltre a circa 3.500 carte sim, di cui 192 già attivate e intestate in modo fittizio. Sequestrate anche ingenti somme di denaro contante: 18.600 euro, 180 dollari statunitensi e 9.500 taka bangladesi, ritenute dagli inquirenti profitto dell’attività illecita. L’indagine si inserisce in un più ampio contesto di attività investigative telematiche e tradizionali condotte quotidianamente dall’Arma dei Carabinieri per il contrasto ai reati legati all’uso illecito delle comunicazioni elettroniche. Il fenomeno delle sim intestate a persone inesistenti rappresenta infatti uno strumento frequentemente utilizzato per agevolare la commissione di reati di elevato allarme sociale, rendendo complesse le successive operazioni di identificazione degli autori.

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