mercoledì, Maggio 20, 2026
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Camorra, dalle estorsioni al “delivery” della droga fino all’ipotesi attentato alla caserma dei carabinieri: 21 arresti a Mondragone

MONDRAGONE (rgl) – Le sirene all’alba, le strade illuminate dai lampeggianti e un’operazione su larga scala che segna un nuovo capitolo nella lotta alla criminalità organizzata sul litorale casertano che tentatava di riportare in vita una struttura camorristica radicata nel territorio. All’alba i carabinieri hanno eseguito un’operazione coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli che ha portato all’emissione di misure cautelari nei confronti di 21 persone. Secondo l’impianto accusatorio, gli indagati sarebbero legati a un sodalizio criminale ritenuto erede diretto dello storico clan La Torre e oggi riconducibile al cosiddetto clan Gagliardi.

Le indagini, avviate nel settembre 2023, avrebbero fatto emergere un’organizzazione strutturata, gerarchica e radicata sul territorio di Mondragone e nei comuni limitrofi. Al vertice, secondo gli investigatori, vi sarebbe stato un uomo già detenuto, che avrebbe continuato a impartire direttive dal carcere attraverso una rete di fiancheggiatori. Il metodo operativo ricalcherebbe quello tradizionale delle organizzazioni camorristiche: estorsioni ai danni di imprenditori e commercianti, aggressioni fisiche e incendi di autovetture utilizzati come strumento intimidatorio per imporre il controllo del territorio. Parte dei proventi, secondo quanto ricostruito, sarebbe stata destinata al sostegno economico dei detenuti legati al clan, consolidando così un sistema di fedeltà interna. Particolarmente allarmante quanto emerso su un presunto piano di attacco alla caserma dei carabinieri di Mondragone. Secondo l’ipotesi investigativa, alcuni aspiranti affiliati avrebbero dovuto sparare contro la struttura come prova di lealtà per ottenere l’ingresso nel clan. L’azione non si sarebbe concretizzata grazie al rafforzamento delle misure di sicurezza e all’attività preventiva delle forze dell’ordine. Le indagini hanno inoltre documentato una rete di spaccio organizzata e moderna, basata anche su un sistema di consegna a domicilio della droga tramite scooter, modellato sulle dinamiche della logistica urbana. Nel corso delle attività investigative sono stati sequestrati circa 1,1 chilogrammi di cocaina, 500 grammi di hashish e due pistole Beretta con munizioni. Il contesto territoriale del litorale casertano, segnato da anni di infiltrazioni criminali e fragilità economiche, avrebbe favorito – secondo gli inquirenti – il tentativo del clan Gagliardi di riorganizzarsi dopo il ridimensionamento del clan La Torre, occupando nuovi spazi operativi e consolidando nuovi canali criminali.

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