venerdì, Maggio 8, 2026
spot_img
spot_img
spot_img

I PIÙ LETTI DELLA SETTIMANA

ARTICOLI CORRELATI

Sanità, allarme Campania: 1,5 milioni rinunciano alle cure tra costi e attese

NAPOLI (rgl) – C’è un dato che fotografa con crudezza lo stato della sanità in Campania: milioni di cittadini si trovano davanti a un bivio tra rinunciare a curarsi o affrontare spese sempre più difficili da sostenere. Un segnale forte, che racconta non solo le criticità del sistema sanitario, ma anche le difficoltà economiche di molte famiglie. Nel 2025, in Campania, circa 1,5 milioni di pazienti hanno rinunciato a visite, esami o cure, principalmente per ragioni economiche o a causa dei tempi d’attesa troppo lunghi. È quanto emerge da un’indagine commissionata da Facile.it all’istituto mUp Research, che evidenzia anche il fenomeno delle cosiddette “liste d’attesa chiuse”, ossia l’impossibilità di prenotare prestazioni sanitarie, situazione che ha riguardato almeno una volta più di un paziente su due. In questo contesto si spiega il forte aumento del ricorso alla sanità privata: sempre nel 2025, l’89% dei pazienti campani si è rivolto almeno una volta a strutture private, con una spesa media di circa 190 euro a prestazione. Per non rinunciare alle cure, cresce anche il ricorso al credito. Sono quasi 180 mila le persone che hanno chiesto prestiti a finanziarie, amici o parenti per sostenere le spese mediche. Secondo l’osservatorio Facile.it – Prestiti.it, i finanziamenti per spese sanitarie rappresentano circa il 4% del totale dei prestiti richiesti in Campania, con una richiesta media di oltre 5.500 euro, rimborsata con rate intorno ai 123 euro mensili per circa quattro anni. Il profilo dei richiedenti racconta ulteriormente la portata del fenomeno: l’età media supera i 46 anni e nel 32% dei casi la richiesta di finanziamento arriva da donne, percentuale superiore alla media regionale complessiva per i prestiti personali. Secondo gli esperti del settore, il credito al consumo rappresenta uno strumento che può aiutare a gestire spese impreviste come quelle sanitarie, evitando di rimandare cure che, se trascurate, potrebbero aggravare le condizioni di salute. Resta però il nodo principale: l’accesso alle cure. Il quadro che emerge è quello di una sanità pubblica sotto pressione, dove tempi di attesa e costi indiretti rischiano di trasformare il diritto alla salute in una scelta sempre più condizionata dalle possibilità economiche.

spot_img

I PIÙ POPOLARI

This site is protected by wp-copyrightpro.com