martedì, Maggio 12, 2026
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Tra natura e leggenda: il “Bacio” delle Grotte di Pertosa torna protagonista

PERTOSA (rgl) – Le profondità della terra tornano a raccontare la loro storia. Dopo la pausa annuale necessaria a preservare l’equilibrio naturale dell’ecosistema ipogeo, riaprono al pubblico sabato 14 febbraio le Grotte di Pertosa-Auletta, uno dei complessi carsici più suggestivi e scientificamente rilevanti del Sud Italia. Una riapertura simbolica che coincide con il periodo di San Valentino, rafforzando il legame tra il sito e l’immaginario dell’amore. La riapertura segna anche l’avvio della nuova stagione dei Musei Integrati dell’Ambiente (MIdA), sistema che comprende il Museo del Suolo e il Museo Speleo-Archeologico di Pertosa, punti di riferimento per la divulgazione scientifica e la valorizzazione del patrimonio archeologico del territorio. Il fermo biologico, avviato ogni anno per tutelare l’ambiente naturale delle grotte, rappresenta una fase fondamentale per la conservazione dell’ecosistema sotterraneo e consente, parallelamente, attività di studio e ricerca. Per il 2026, la pausa si è svolta tra gennaio e metà febbraio, permettendo interventi di monitoraggio e nuove attività scientifiche, tra cui campagne di scavo lungo il corso del fiume sotterraneo che attraversa la cavità. Ad inaugurare ufficialmente la stagione sarà il geologo e divulgatore scientifico Mario Tozzi, primo ricercatore del Cnr, protagonista di un evento pubblico promosso dalla Fondazione MIdA. Il suo ruolo di primo “traghettatore dell’anno”, con l’attraversamento simbolico del fiume sotterraneo Negro, segnerà l’avvio delle visite. Nei prossimi mesi proseguiranno gli interventi di studio, messa in sicurezza e rinnovamento tecnologico, con l’obiettivo di riaprire progressivamente nuovi rami del complesso carsico, ampliando l’esperienza di visita nel pieno rispetto dei criteri di tutela ambientale. Le Grotte di Pertosa-Auletta rappresentano un unicum nel panorama europeo: sono tra i pochi siti in cui è possibile navigare un fiume sotterraneo e conservano importanti testimonianze archeologiche legate alla presenza umana fin dall’età del Bronzo, come confermato dalle ricerche scientifiche e dalle recenti campagne di scavo. La riapertura coincide inoltre con il periodo di San Valentino, periodo in cui cresce l’interesse verso il sito anche per la presenza della formazione naturale conosciuta come “Il Bacio”, diventata nel tempo uno dei simboli più suggestivi del complesso.

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