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Camorra e voto di scambio nel Nolano: 36 a processo. Cicciano, Caccavale e Bernardo verso l’archiviazione

NAPOLI (alads) – Il giudice per le indagini preliminari del tribunale di Napoli, Isabella Iaselli, ha disposto il giudizio immediato per 36 imputati ritenuti – secondo l’accusa – appartenenti o collegati al clan Russo, gruppo camorristico attivo tra Nola e i comuni limitrofi. La richiesta era stata avanzata l’11 febbraio dal Pubblico Ministero della Dda, Henry John Woodcock, sulla base dell’evidenza della prova e dell’interrogatorio giĂ  reso dagli indagati. L’inchiesta contesta agli imputati il reato di associazione di tipo mafioso (416 bis), oltre a una serie di delitti satellite: estorsioni, gestione illecita delle scommesse, compravendite immobiliari pilotate, condizionamento del voto nelle elezioni comunali di Casamarciano (2022) e Cicciano (2023), nonchĂ© rapporti con i clan Licciardi, Fabbrocino e Cava. Secondo la Dda, il sodalizio sarebbe stato promosso e diretto dai cugini Michele e Antonio Russo con ruoli organizzativi attribuiti a Gennaro Nappi e Antonio Gallucci. Tra le persone offese figurano tecnici, imprenditori e professionisti del territorio, oltre all’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli. Gli altri imputati avrebbero fornito – sempre secondo l’accusa – contributi stabili alle attivitĂ  del gruppo. La prima udienza è fissata per la metĂ  del mese di marzo, davanti al tribunale di Nola in composizione collegiale.

LA POSIZIONE DEL SINDACO DI CICCIANO E DELL’IMPRENDITORE BERNARDO –  Parallelamente, si avvia verso l’archiviazione il procedimento che aveva coinvolto l’attuale sindaco di Cicciano Giuseppe Caccavale e l’imprenditore Antonio Bernardo, inizialmente accusati di voto di scambio politico-mafioso nell’ambito della stessa indagine. La Procura distrettuale antimafia di Napoli ha infatti rinunciato all’azione penale nei loro confronti, dopo che il Tribunale del Riesame aveva annullato l’ordinanza cautelare a carico di Bernardo, accogliendo integralmente le argomentazioni difensive dell’avvocato Antonio Tomeo. Le motivazioni depositate dalla X sezione del Tribunale del Riesame hanno escluso la sussistenza del reato per entrambi. La difesa del sindaco e dell’imprenditore esprime “piena soddisfazione” per l’esito, definendolo “dimostrativo dell’assenza di condotte criminose in capo ai propri assistiti”.
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