sabato, Maggio 9, 2026
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Camorra e cocaina: colpo al cuore alla “piazza 111″a Secondigliano: arrestati in 11

NAPOLI (rgl) – Un sistema radicato da decenni, capace di generare profitti ingenti e di controllare intere aree del quartiere. Ma all’alba di oggi è scattato il blitz che ha posto fine a una delle piazze di spaccio più longeve di Napoli. Nel quartiere di Secondigliano, la Polizia di Stato ha eseguito un’ordinanza di custodia cautelare nei confronti di 11 persone, gravemente indiziate di appartenere a un’organizzazione dedita al traffico di droga, aggravato da modalità mafiose. L’operazione, coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia e disposta dal gip del Tribunale di Napoli, è il risultato di un’articolata attività investigativa condotta dal commissariato Secondigliano e dalla Squadra Mobile partenopea. Le indagini, sviluppate tra il 2022 e il 2023, hanno consentito di ricostruire un sistema organizzato di spaccio di cocaina attivo nel rione Berlingieri, in particolare nella storica area conosciuta come “piazza di 111”. Secondo quanto emerso, l’organizzazione operava su due livelli distinti: una piazza di spaccio “stanziale”, con vendita diretta sul posto e una rete “itinerante”, basata su vere e proprie prenotazioni telefoniche e consegne. Il gruppo, caratterizzato anche da forti legami familiari tra gli affiliati, agiva sotto l’influenza e con l’appoggio dei clan camorristici clan Vanella-Grassi e clan Licciardi, ai quali era legato da rapporti di subordinazione e approvvigionamento. Gli investigatori hanno documentato come i proventi dello spaccio – stimati in circa 280mila euro in un anno – venissero utilizzati per finanziare le attività illecite dei clan, sostenere le famiglie degli affiliati e garantire il mantenimento dei detenuti. Non mancavano episodi di violenza e intimidazione: emblematico il caso di uno spacciatore picchiato dagli stessi uomini del clan per non aver rispettato i pagamenti dovuti per la droga ricevuta. Particolarmente grave anche l’utilizzo di spazi pubblici: i giardini di via Monte Faito erano stati trasformati in veri e propri depositi di stupefacenti, sottraendoli alla fruizione dei cittadini e creando rischi concreti per la sicurezza, soprattutto dei più piccoli. Con l’esecuzione delle misure cautelari, gli investigatori ritengono di aver disarticolato l’organizzazione egemone nel rione e posto un argine a una piazza di spaccio attiva da oltre trent’anni.

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