sabato, Maggio 9, 2026
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Camorra, dalla latitanza negli Usa al carcere: arrestato referente del clan Belforte

CASERTA (rgl) – Dopo anni di latitanza e una nuova vita costruita oltreoceano, la fuga è finita. È arrivato oggi in Italia, espulso dagli Stati Uniti, Carlo Petrillo, ritenuto referente del clan casertano dei Belforte e condannato in via definitiva per traffico di droga. Il 43enne, irreperibile dal 2017, è stato arrestato appena atterrato all’aeroporto di Aeroporto di Roma Fiumicino dagli investigatori della Polizia di Stato, in collaborazione con la Polizia di Frontiera. L’uomo è stato quindi condotto in carcere per l’esecuzione della pena definitiva di 8 anni e 8 mesi di reclusione. La cattura arriva al termine di una complessa attività investigativa che lo scorso 16 dicembre 2025 aveva portato alla sua localizzazione negli Stati Uniti.

L’operazione è stata condotta dagli uomini della Squadra Mobile della Questura di Caserta, dal Servizio Centrale Operativo della Polizia di Stato e dal Servizio per la Cooperazione Internazionale di Polizia, con il coordinamento della Procura Generale della Repubblica di Napoli e con la collaborazione del Federal Bureau of Investigation. Secondo quanto emerso dalle indagini, Petrillo era ricercato per fatti risalenti al 2006, periodo in cui era considerato il referente del clan Belforte nel territorio casertano. In particolare, avrebbe organizzato una associazione finalizzata al traffico illecito di cocaina, creando una propria rete di spacciatori al dettaglio attiva nel capoluogo. Quando nel 2017 la condanna stava per diventare definitiva, l’uomo aveva fatto perdere le proprie tracce fuggendo all’estero. Negli Stati Uniti sarebbe riuscito a ricostruirsi una nuova vita, diventando titolare di diverse attività commerciali. La sua individuazione è stata possibile anche grazie al progetto Operazione Wanted della Polizia di Stato, un programma investigativo finalizzato alla ricerca e cattura dei latitanti di maggiore rilievo. Dopo l’emissione dei provvedimenti esecutivi da parte della Procura generale presso la Corte d’Appello di Napoli, le autorità statunitensi hanno disposto l’espulsione per motivi di sicurezza interna e per violazione delle norme sull’immigrazione. Una volta arrivato in Italia, gli investigatori hanno immediatamente eseguito l’arresto, mettendo così fine a una latitanza durata quasi nove anni.

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