mercoledì, Maggio 20, 2026
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Caso Maiello, Consiglio di Stato boccia il ricorso del Comune: “Illegittima la decadenza da comandante”

POMIGLIANO D’ARCO (rgl) – Una vicenda lunga anni si chiude con un verdetto netto.
Il Consiglio di Stato ha respinto il ricorso del Comune di Pomigliano d’Arco, confermando l’illegittimità del provvedimento di decadenza nei confronti del comandante della Polizia municipale Luigi Maiello. Una decisione che mette la parola fine a una controversia iniziata nel 2023 e destinata a lasciare strascichi anche sul piano politico-amministrativo. Al centro della vicenda, la contestazione mossa dal Comune, secondo cui Maiello avrebbe presentato documenti irregolari in fase concorsuale. Ma per i giudici del Consiglio di Stato la decadenza non poteva essere applicata. Nella sentenza si evidenzia infatti che il provvedimento: “si traduce nella disapplicazione di atti e provvedimenti mai contestati e mai annullati”. Un passaggio chiave che smonta l’impianto dell’azione amministrativa del Comune. La vicenda prende avvio proprio a Pomigliano, quando l’amministrazione comunale aveva disposto la decadenza del comandante, dando il via a un contenzioso legale. Il Tar Campania aveva già annullato il provvedimento, decisione poi impugnata dall’ente. Ora, con il pronunciamento definitivo del Consiglio di Stato, arriva la conferma: la decadenza è illegittima. La sentenza arriva in un momento particolarmente delicato. Solo pochi giorni fa, infatti, Maiello era stato assegnato in comando presso il Comune di Arzano, grazie a una convenzione tra enti. L’operazione, approvata dalla giunta guidata dal sindaco Raffaele Russo, rispondeva alla richiesta del Commissario straordinario del Comune di Arzano, con incarico previsto fino al 31 luglio. La decisione del Consiglio di Stato non è solo un epilogo giudiziario, ma anche un passaggio significativo per la gestione amministrativa degli enti locali. Il caso solleva interrogativi su: la correttezza dei procedimenti amministrativi, la gestione dei concorsi pubblici e le responsabilità degli enti. Dopo oltre due anni di ricorsi e controricorsi, la vicenda si chiude con un punto fermo: il provvedimento di decadenza non era legittimo.

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