CICCIANO (Nello Lauro) – Per mesi ha vissuto nell’incertezza, temendo che la sua condizione non venisse riconosciuta. Ora, per un 59enne di Cicciano, è arrivata una sentenza che mette finalmente ordine nella sua storia. Una battaglia legale iniziata con un accertamento tecnico preventivo e proseguita con l’opposizione dell’Inps, che contestava la perizia medico‑legale. Una battaglia che si è conclusa con un verdetto netto: l’uomo ha diritto al riconoscimento della cecità civile parziale, con decorrenza luglio 2023, data della domanda amministrativa. A firmare la decisione è stata la giudice del lavoro Fabrizia Di Palma, che nella sentenza numero 564/2026 ha ricostruito passo dopo passo il percorso clinico e processuale, smontando le contestazioni dell’Inps e confermando la piena attendibilità della consulenza tecnica d’ufficio. La perizia nominata dal Tribunale aveva descritto un quadro chiaro e grave: un occhio con visus spento, l’altro con un residuo visivo pari a 1/120, diagnosi di retinopatia proliferante e glaucoma neovascolare, oltre a diversi interventi chirurgici già subiti. La giudice riporta un passaggio significativo della relazione: “La funzione visiva è marcatamente ridotta… In un occhio visus spento, nell’altro visus 1/120”. Una condizione che, secondo la normativa, rientra pienamente nei parametri della cecità parziale. L’Inps aveva sostenuto che alcuni certificati medici non fossero stati redatti con “metodologia medico‑legale” e che solo la valutazione della commissione Ciechi Metropolitana di Napoli fosse valida. Ma la giudice ha ritenuto queste obiezioni non supportate da prove. In un passaggio della sentenza si legge: “Le contestazioni appaiono sguarnite di adeguato riscontro probatorio… si risolvono in un mero dissenso diagnostico”. La giudice ha ricordato che, per contestare una perizia, non basta dichiarare di non condividerla: occorre indicare quali errori sarebbero stati commessi e come una diversa valutazione avrebbe portato a conclusioni differenti. L’INPS, secondo il Tribunale, non lo ha fatto. Il 59enne è stato assistito dall’avvocato Anna Maria D’Arienzo, che ha sostenuto la correttezza della perizia e la fondatezza della richiesta, evidenziando come la documentazione clinica fosse coerente e come la patologia avesse un’evoluzione lenta ma già evidente alla data della domanda amministrativa. La difesa ha inoltre prodotto ulteriore documentazione, tra cui un certificato del dicembre 2025 che confermava il quadro già rilevato nel 2023. La giudice ha accolto integralmente la ricostruzione della difesa, ritenendo la perizia “chiara, completa e coerente con le certificazioni agli atti”. Ha quindi respinto l’opposizione dell’Inps, riconosciuto la cecità civile parziale con decorrenza luglio 2023, condannato l’Istituto al pagamento delle spese di lite (3.035 euro più accessori) e posto a suo carico anche le spese della consulenza tecnica.
Cicciano, il tribunale riconosce la cecità parziale a un 59enne: respinta l’opposizione Inps






