mercoledì, Maggio 13, 2026
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“La vita è una sola”: a Roccarainola l'”Incontro” per la sicurezza stradale

ROCCARAINOLA (alads) – Un video forte, diretto, senza filtri. Così è iniziato il convegno sulla sicurezza stradale organizzato dall’associazione “L’Incontro”, un appuntamento che ogni anno diventa un momento di educazione civile per i ragazzi delle scuole medie. Le immagini iniziali hanno subito catturato l’attenzione: non un semplice filmato, ma un richiamo alla realtà, a ciò che accade ogni giorno sulle nostre strade. A rompere il silenzio è stato Aniello Miele, presidente dell’associazione, da sempre in prima linea su questi temi. Le sue parole hanno tracciato il senso dell’incontro: “La vita è una sola e va vissuta con coscienza. Perdi un minuto per la vita, non la vita per un minuto”. Un messaggio semplice, ma che contiene tutto: responsabilità, prudenza, amore per la vita. Sono seguiti i saluti istituzionali del sindaco Giuseppe Russo e della dirigente scolastica Angela Sciancalepore, che hanno ricordato quanto la scuola e le istituzioni debbano essere alleate nell’educazione alla sicurezza, perché “la prevenzione non è un optional, ma un dovere verso i nostri ragazzi”.

L’UNICO NUMERO CHE POSSIAMO ACCETTARE E’ LO ZERO” – Il primo intervento tecnico è stato quello del comandante della stazione dei Carabinieri di Roccarainola, Francesco Lullo, che ha parlato ai ragazzi con la schiettezza di chi la strada la vive ogni giorno. Ha raccontato episodi, numeri, statistiche. Ha ricordato che gli incidenti stradali provocano più morti della guerra, e che le cause sono sempre le stesse: alcol, droga, telefonino. “Non possiamo accettare neanche una vittima. L’unico numero possibile è lo zero”, ha detto, lasciando la palestra in un silenzio carico di consapevolezza.

L’ESPERIENZA PERSONALE E GLI STRUMENTI DELL’ARMA – Molto toccante anche l’intervento del comandante del Nucleo Radiomobile di Nola, Giuseppe Tranchese, che ha condiviso una storia personale: un familiare coinvolto in un incidente stradale. Una ferita che non si chiude, un ricordo che pesa. Insieme ai colleghi ha poi mostrato ai ragazzi l’attrezzatura utilizzata per i controlli su alcol e droga, spiegando come funzionano gli strumenti e perché sono fondamentali per salvare vite. Un momento tecnico ma anche profondamente umano.

CASCO, CINTURE E REGOLE: LA GUIDA SICURA SPIEGATA AI RAGAZZI – Un passaggio fondamentale è stato quello di Daniela Perfido, della scuola guida “Alba”, che ha parlato ai ragazzi con un linguaggio chiaro e diretto. Ha spiegato l’importanza del casco ben allacciato, delle cinture di sicurezza, dei diversi tipi di patente e delle età minime per conseguirle. Un intervento pratico, concreto, che ha aiutato i ragazzi a capire che la sicurezza non è solo un concetto astratto, ma un insieme di comportamenti quotidiani che possono salvare la vita.

RESPONSABILITA’ E ATTENZIONE: IL MESSAGGIO DEL GARANTE – La garante per le persone affette da disabilità del comune di Roccarainola Annamaria D’Arienzo ha dialogato e richiamato i ragazzi all’attenzione e alla responsabilità: “Ogni vostra scelta ha un peso. La sicurezza è un patto tra persone che si rispettano”. Un intervento che ha unito sensibilità e fermezza, ricordando che la strada è un luogo condiviso e che ognuno deve fare la propria parte.

L’ERGASTOLO DEL DOLORE” – Toccante e profonda la testimonianza di Aniello Miele, che ha parlato dell’“ergastolo del dolore”: quel dolore che non passa, che perseguita, che accompagna chi ha perso qualcuno sulla strada. Un dolore che non chiede vendetta, ma consapevolezza. Un dolore che diventa impegno civile.

IL GIORNALISTA RACCONTA LA SUA ESPERIENZA AI RAGAZZI –  A chiudere gli interventi, il giornalista del “Il Mattino” e il direttore del “giornale locale” Nello Lauro che ha parlato ai ragazzi della sua esperienza: “Il mio lavoro è raccontare ciò che accade nelle nostre comunità, e quando si parla di incidenti stradali, io arrivo sempre dopo. Dopo la frenata, dopo il silenzio, dopo la paura. E vi assicuro che nessuno pensa mai che possa succedere proprio a lui”. Poi le domande dirette: “Quanti attraversano guardando il telefono? Quanti hanno amici che vanno in motorino senza casco? Quanti glielo dicono davvero? Nel mio lavoro ho incontrato famiglie che darebbero qualsiasi cosa per tornare indietro di un secondo. Un solo secondo. E allora penso sempre: se quel secondo lo avesse cambiato un amico, una parola, un gesto, oggi quella storia sarebbe diversa. Bastano tre secondi di distrazione per cambiare una vita. Basta una curva presa con leggerezza. Basta un casco slacciato”. E ha concluso con un messaggio: “La sicurezza non è un obbligo. È cura. È comunità. E voi potete fare la differenza. Non domani. Adesso”.

UNA LEZIONE CHE RESTA – Il convegno non è stato solo un incontro, ma un’esperienza. Un momento di verità, di ascolto, di responsabilità condivisa. Perché la sicurezza stradale non è un tema tecnico: è un tema umano. E ogni vita salvata è una vittoria della comunità.

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