venerdì, Maggio 8, 2026
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Napoli, furti di farmaci salvavita al Policlinico Federico II: danno per 3,5 milioni, 10 indagati

NAPOLI (rgl) – Farmaci oncologici salvavita rubati direttamente dalle farmacie ospedaliere e rivenduti attraverso una rete di ricettatori. Un traffico illecito che ha provocato un danno stimato in oltre 3,5 milioni di euro al Servizio sanitario nazionale e che questa mattina è stato colpito da un’operazione dei carabinieri. Su disposizione della Procura della Repubblica i militari della compagnia carabinieri Napoli Vomero hanno eseguito un’ordinanza di misure cautelari nei confronti di 10 persone indagate per furto pluriaggravato e ricettazione di farmaci oncologici. Il provvedimento, emesso dal gip del Tribunale di Napoli su richiesta della procura guidata da Nicola Gratteri, prevede tre arresti in carcere, tre ai domiciliari con braccialetto elettronico e quattro obblighi di presentazione alla polizia giudiziaria. Le indagini, coordinate dalla VII sezione “Sicurezza Urbana” della procura partenopea e condotte dal nucleo operativo dei carabinieri, sono andate avanti per quasi un anno, da maggio 2024 ad aprile 2025. Gli investigatori sono partiti dall’analisi delle immagini di videosorveglianza per poi sviluppare l’inchiesta con intercettazioni telefoniche e ambientali, oltre a perquisizioni e sequestri.

Secondo quanto ricostruito, il gruppo criminale era specializzato nei furti di medicinali antitumorali custoditi nelle farmacie ospedaliere, strutture autorizzate alla conservazione di questi farmaci ad altissimo valore economico. Tra i principali obiettivi della banda c’era il Policlinico Universitario Federico II di Napoli, dove sarebbero stati messi a segno quattro colpi tra il 2024 e il 2025: il 31 maggio, il 18 agosto, il 2 settembre e il 10 dicembre. Per gli investigatori il gruppo operava con un metodo ormai rodato: sopralluoghi preliminari, scelta accurata degli obiettivi, utilizzo di auto a noleggio e telefoni dedicati. In alcuni casi venivano persino oscurate le telecamere di sorveglianza o forzati gli accessi alle strutture sanitarie. Fondamentale, secondo l’accusa, sarebbe stato anche il ruolo di una guardia giurata, ritenuta la “basista” in tre dei furti e ora tra i destinatari della custodia cautelare in carcere insieme ai due presunti organizzatori della rete. Gli investigatori hanno inoltre ricostruito un quinto episodio avvenuto il 28 aprile 2024 presso l’Asl Napoli 1 Centro, nel distretto sanitario numero 30, dove sarebbero stati sottratti farmaci antitumorali per un valore superiore al milione di euro. La banda, secondo gli inquirenti, poteva contare su una rete stabile di ricettatori che acquistava i medicinali rubati e li immetteva in circuiti illegali. Un aspetto particolarmente grave riguarda le condizioni di conservazione dei farmaci. Nonostante l’elevata professionalità dimostrata nei furti, la catena del freddo necessaria per mantenere efficaci i medicinali non veniva rispettata. Questo significa che alcune delle sostanze rubate e successivamente vendute potevano risultare potenzialmente pericolose per la salute, anche perché in alcuni casi sarebbero state adulterate o conservate in modo non adeguato. L’inchiesta resta aperta: altri soggetti sono indagati a piede libero per ricettazione e per il commercio di farmaci contraffatti o alterati. Un traffico che non solo ha causato un enorme danno economico al sistema sanitario, ma che avrebbe potuto mettere a rischio la salute di pazienti oncologici in tutta Italia.

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