MONTESARCHIO (rgl) – Una notte di violenza estrema, una spedizione punitiva organizzata e due giovani brutalmente aggrediti. A Montesarchio, in provincia di Benevento, i carabinieri hanno eseguito otto misure cautelari nei confronti di altrettanti giovani, ritenuti responsabili di un’aggressione definita dagli inquirenti di una ferocia tale da ricordare scene da “Arancia Meccanica”. I fatti risalgono allo scorso 5 ottobre, quando, al termine di una rissa tra due gruppi – uno proveniente da Benevento e l’altro dalla Valle Vitulanese – la situazione degenerò in un vero e proprio pestaggio davanti a un locale notturno. Secondo la ricostruzione investigativa, un gruppo di circa dieci ragazzi beneventani, venuti a conoscenza della presenza dei rivali, si sarebbe organizzato per raggiungere il luogo e attendere le vittime all’uscita della discoteca. Il primo giovane, appena uscito dal locale, sarebbe stato colpito alla testa con una mazza da baseball. Nonostante il tentativo di fuga, rifugiandosi in una siepe, sarebbe stato raggiunto e picchiato violentemente con calci e pugni anche quando era già a terra. Le lesioni riportate hanno reso necessario il ricovero, con una prognosi di circa venti giorni. Poco dopo, il gruppo si sarebbe scagliato contro una seconda vittima, individuata come bersaglio dopo aver colpito uno degli aggressori con una bottiglia. Il giovane è stato colpito ripetutamente con estrema violenza, anche con l’utilizzo di una mazza, fino a essere ridotto in condizioni gravissime. Trasportato d’urgenza presso l’ospedale San Pio di Benevento, è stato sottoposto a due interventi chirurgici ed è rimasto in pericolo di vita per settimane, con prognosi riservata sciolta solo dopo un mese. Le indagini, coordinate dalla Procura della Repubblica di Benevento, hanno portato inizialmente all’arresto di quattro giovani, identificati grazie alle testimonianze e alle immagini delle telecamere di videosorveglianza. Successivamente, l’attività investigativa è proseguita consentendo di individuare altri responsabili, fino all’emissione delle otto misure cautelari tra carcere e domiciliari. I reati contestati sono gravi: tentato omicidio e lesioni aggravate, aggravati dalle modalità dell’azione e dall’uso di armi improprie.






