GIUGLIANO (rgl) – Una giornata di relax trasformata in un incubo nel giro di pochi minuti. È bastato un sms per far crollare la serenità di due famiglie: “Pagamento di 20,40 euro effettuato”. Poi un altro. E un altro ancora. Cinque transazioni in pochi istanti. Ma nessuna di quelle spese era stata autorizzata. È così che, in una domenica qualunque in un maneggio di via Licola Mare, si è scoperto l’ennesimo colpo messo a segno da una coppia di ladri seriali in trasferta. Un’azione rapida, studiata nei dettagli, che ha fruttato migliaia di euro tra oggetti di valore e utilizzi fraudolenti di carte di credito. Le vittime, due mamme presenti con i propri figli, hanno immediatamente intuito che qualcosa non andava. La corsa al parcheggio ha confermato i sospetti: vetri infranti e borse sparite dalle auto lasciate incustodite. All’interno, effetti personali, portafogli, auricolari e accessori per un valore complessivo di circa 4mila euro. Scattato l’allarme, sono intervenuti i carabinieri che hanno avviato le indagini partendo proprio dalle transazioni sospette. Se il maneggio era privo di videosorveglianza, decisivo si è rivelato un distributore automatico di sigarette in via Santa Maria a Cubito, dove erano stati effettuati i pagamenti contactless. Le immagini parlano chiaro: una donna, vestita di bianco e con evidenti tatuaggi sulle braccia, scende da un furgone bianco e utilizza le carte rubate per acquistare sigarette. Un dettaglio che ha permesso ai militari della stazione di Varcaturo di ricostruire i movimenti della coppia. Le ricerche si sono concentrate su quel veicolo, avvistato più volte in zona negli ultimi giorni. Fino a ieri mattina, quando la “gazzella” intercetta il mezzo in un’area di sosta nei pressi di un bar. A bordo, Giuseppe Salkanovic, 34 anni, e Patrizia Adzovic, 27 anni, entrambi originari di Roma e con numerosi precedenti per reati contro il patrimonio (lui 11, lei addirittura 21). Il furgone, trasformato in una vera e propria casa mobile con letto e fornelli da campeggio, nascondeva anche la refurtiva: borse, occhiali e scarpe riconducibili al furto del 22 marzo. Per i due è scattato il fermo per ricettazione in concorso. Ma non è tutto. Durante i controlli è emerso che la donna aveva fornito un documento falso: la carta d’identità risultava inesistente nei registri ufficiali. Gli accertamenti dattiloscopici hanno svelato la sua vera identità e soprattutto la presenza di due ordini di carcerazione pendenti nei suoi confronti. Per lei è scattato anche l’arresto. Entrambi sono stati trasferiti in carcere in attesa dell’udienza di convalida. Intanto, la refurtiva è stata restituita alle vittime, mentre resta alta l’attenzione su una modalità di furto sempre più diffusa: piccoli pagamenti contactless ripetuti, spesso sotto soglia, che consentono ai criminali di agire velocemente prima che le carte vengano bloccate.






