ROMA (rgl) – È uno di quei piccoli gesti che si ripetono ogni anno, ma che hanno un impatto concreto sulla vita quotidiana di milioni di persone. Nel weekend tra sabato 28 e domenica 29 marzo 2026 torna l’ora legale, portando con sé più luce, meno consumi e — inevitabilmente — un’ora di sonno in meno. Alle 2 di notte le lancette andranno spostate avanti di un’ora, passando direttamente alle 3. Un cambio che segna simbolicamente l’ingresso nella stagione primaverile e nelle giornate più lunghe. Il primo effetto sarà immediato: si dormirà un’ora in meno. Ma il “sacrificio” sarà compensato da pomeriggi più lunghi e luminosi, con il sole che tramonterà più tardi. Un cambiamento che incide sulle abitudini quotidiane: più tempo all’aperto, meno utilizzo dell’illuminazione artificiale e, di conseguenza, un impatto positivo anche sui consumi energetici. L’ora legale non è solo una questione di luce, ma anche di risparmio. Secondo i dati ufficiali, tra il 2004 e il 2024 l’Italia ha risparmiato oltre 12 miliardi di kilowattora, pari a circa 2,3 miliardi di euro. Guardando al futuro, l’ipotesi di mantenere l’ora legale per tutto l’anno è sempre più concreta. Le stime parlano di un possibile risparmio annuo di: 720 milioni di kilowattora, circa 180 milioni di euro e una riduzione di 200.000 tonnellate di CO₂ Un beneficio ambientale equivalente all’azione di circa 6 milioni di alberi. Il tema è attualmente al centro del dibattito politico. Il Parlamento ha infatti avviato un’indagine conoscitiva sugli effetti dell’ora legale permanente, con l’obiettivo di valutarne l’impatto su economia, ambiente e qualità della vita. L’analisi dovrebbe concludersi entro il 30 giugno 2026, aprendo la strada a una possibile svolta storica nel sistema orario italiano. L’ora legale accompagnerà gli italiani per tutta la bella stagione, fino al 25 ottobre 2026, quando si tornerà all’ora solare spostando le lancette indietro di un’ora.






