venerdì, Maggio 8, 2026
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“Vinum Mentitum”, frodi del vino: sequestrati 2,5 milioni di litri Dop e Igp falsi, 24 segnalati

ROMA (rgl) – Un’operazione che attraversa l’Italia del vino e mette a nudo un sistema di frodi capace di alterare il mercato, ingannare i consumatori e danneggiare un settore strategico dell’economia nazionale. Nel corso del 2024, grazie alla collaborazione tra ICQRF (Ispettorato centrale della tutela della qualità e repressione frodi) e Nucleo Speciale Beni e Servizi della Guardia di Finanza, è partita l’operazione “Vinum Mentitum”, una delle più vaste attività di controllo mai realizzate nel comparto vitivinicolo. L’iniziativa nasce dall’analisi congiunta di dati e informazioni in possesso delle due amministrazioni, in un momento in cui il vino italiano rappresenta un pilastro dell’export agroalimentare. L’obiettivo è duplice: tutelare il mercato e proteggere i consumatori da pratiche fraudolente che minano la credibilità delle denominazioni di qualità. I controlli hanno riguardato: illecita rivendicazione di vini come DOP e IGP; uso di uve e mosti non conformi ai disciplinari; prodotti provenienti da aree non certificate e irregolarità lungo l’intera filiera, dalla raccolta all’imbottigliamento. L’analisi del rischio ha tenuto conto anche di fattori esterni come eventi climatici, carenza di manodopera, inflazione e fitopatie, elementi che possono favorire comportamenti opportunistici. L’attività ispettiva, condotta su tutto il territorio nazionale, ha portato a risultati di grande rilievo: 2,5 milioni di litri di vino sequestrati, falsamente certificati DOP e IGP; valore complessivo superiore a 4 milioni di euro; e 24 persone segnalate alle autorità amministrative. Durante le verifiche sono emerse anche numerose incongruenze tra giacenze fisiche e registri SIAN, con la contestazione di 59 violazioni amministrative, per un gettito minimo di 410.000 euro. Sono state inoltre emesse 11 diffide per irregolarità sanabili. L’operazione ha aperto anche un fronte fiscale: accertata omessa documentazione di operazioni imponibili per oltre 280.000 euro; omesso versamento IVA per circa 800.000 euro e riscontrate irregolarità in materia di lavoro sommerso e accise sul vino. Un quadro che conferma come le frodi nel settore vitivinicolo non si limitino alla qualità del prodotto, ma si intreccino con evasione fiscale, sfruttamento e opacità gestionale.

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