mercoledì, Maggio 13, 2026
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Nola, studente autistico senza assistenza: Tribunale riconosce la discriminazione, ma il diritto resta negato

NOLA (rgl) – Un diritto scritto nero su bianco da un giudice, ma ignorato nella quotidianità. È la storia che arriva dal territorio nolano alla vigilia della Giornata mondiale per la consapevolezza sull’autismo, e che riaccende i riflettori sulle fragilità del sistema scolastico inclusivo. Protagonista è un ragazzo affetto da disturbo dello spettro autistico, indicato con il nome di fantasia “Salvatore”, iscritto alla scuola secondaria di primo grado. Dall’inizio dell’anno scolastico, al minore non è stata garantita l’assistenza materiale prevista dal Piano Educativo Individualizzato (Pei), nonostante la necessità di un supporto continuo per l’intero orario scolastico. Una mancanza che affonda le radici in una criticità ormai strutturale: carenza di personale e istituti sotto-organico, dove un solo collaboratore scolastico è chiamato a gestire più alunni con bisogni educativi speciali, oltre alle normali attività di servizio. Dopo mesi di attesa e solleciti rimasti senza risposta, la famiglia ha deciso di rivolgersi al Tribunale di Nola, assistita dagli avvocati Angelo Castelluccio e Michela Antolino. Con l’ordinanza numero 1057/2026, il giudice ha riconosciuto il diritto del minore all’assistenza per l’intero tempo scuola, sottolineando come si tratti di una prestazione che “va necessariamente garantita” per tutta la permanenza a scuola. Ma non solo. Il Tribunale ha sancito un principio ancora più forte: la mancata erogazione dell’assistenza costituisce una forma di discriminazione, poiché incide “prima ancora che sul diritto all’istruzione e alla formazione, sul diritto dell’alunno a partecipare alle attività didattiche nel rispetto della dignità personale”. Nel provvedimento vengono richiamate norme fondamentali come la Legge 104/1992, il decreto legislativo 66/2017 e i principi della Convenzione Onu sui diritti delle persone con disabilità, ribadendo che l’assistenza materiale rientra tra i compiti dei collaboratori scolastici. Eppure, nonostante la pronuncia del giudice, l’amministrazione non ha dato seguito immediato al provvedimento. È stato necessario un ulteriore intervento in sede esecutiva, con l’applicazione di una penalità di mora pari a 50 euro per ogni giorno di ritardo. Una vicenda che, secondo la denuncia della madre – Mariangela Cuozzo, rappresentante dell’associazione “Autismo in Movimento Campania” – non è un caso isolato, ma il riflesso di una realtà diffusa in cui i diritti riconosciuti sulla carta restano spesso inapplicati.

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