mercoledì, Maggio 13, 2026
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Bimbo ucciso a bastonate a Cardito: 30 anni alla madre, confermato l’ergastolo per il patrigno

CARDITO (rgl) – Un dolore che attraversa gli anni e torna a chiedere giustizia. Una storia che ha segnato profondamente una comunità e che oggi scrive un nuovo capitolo giudiziario, tra verità processuali, responsabilità e una ferita che resta aperta. Si è concluso con una riduzione della pena il nuovo giudizio di secondo grado per la morte del piccolo Giuseppe Dorice, il bambino ucciso a bastonate nel gennaio 2019 a Cardito. La Corte di Assise d’Appello ha condannato la madre, Valentina Casa, a 30 anni di reclusione, riconoscendone la responsabilità sotto il profilo omissivo per l’omicidio del figlio e il tentato omicidio della figlia. Una decisione che arriva al termine di un complesso iter giudiziario: inizialmente condannata a sei anni in primo grado, la donna aveva visto la pena trasformarsi in ergastolo nel primo appello, poi annullato dalla Cassazione su ricorso dell’avvocato Francesco Cappiello. Da qui, il nuovo processo culminato nella sentenza odierna. Resta invece definitiva la condanna all’ergastolo per Tony Essobti Badre, il compagno della donna, riconosciuto come l’autore materiale delle violenze. Fu lui, secondo quanto ricostruito in aula, a colpire brutalmente i due bambini, infastidito dal rumore mentre cercava di dormire. Determinante, nel corso del nuovo processo, la testimonianza della sorellina di Giuseppe, oggi 14enne, ascoltata in modalità protetta. A distanza di otto anni, la giovane ha ripercorso quei momenti drammatici, raccontando la furia del patrigno e il tentativo disperato di salvarsi fingendosi svenuta. Giuseppe, invece, non sopravvisse: perse conoscenza dopo i colpi e morì poco dopo, sotto gli occhi della madre. La Corte ha escluso le aggravanti dei futili motivi e della crudeltà, rideterminando così la pena per la madre e rigettando la richiesta di provvisionale avanzata dalle parti civili.

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