martedì, Maggio 12, 2026
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Campania sommersa dai rifiuti: 90 mozziconi ogni 100 metri di sabbia

NAPOLI (rgl) – C’è un nemico silenzioso che si nasconde tra la sabbia e spesso sfugge allo sguardo di chi passeggia sul bagnasciuga. Non è ingombrante, non è appariscente, ma è ovunque: sono i mozziconi di sigaretta, tra i rifiuti più diffusi e più sottovalutati lungo le coste campane. A certificarlo è l’ultima indagine “Beach Litter” diffusa da Legambiente in vista della Giornata nazionale del mare dell’11 aprile e del weekend di mobilitazione “Spiagge e Fondali Puliti 2026”. I numeri parlano chiaro e raccontano una vera emergenza. In Campania, in dodici anni di monitoraggi condotti su 170 tratti di spiaggia, sono stati raccolti 15.453 mozziconi di sigaretta: una media di circa 90 ogni 100 metri lineari. Un dato che li colloca al secondo posto tra i rifiuti più presenti, subito dopo i frammenti di plastica, che restano la categoria più diffusa con oltre 19mila pezzi censiti. Ma il quadro complessivo è ancora più preoccupante. Sommando tutte le tipologie di rifiuti rinvenute, si arriva a 115.563 oggetti raccolti lungo le spiagge campane, con una media di 722 rifiuti ogni 100 metri. Di questi, ben l’88% è composto da plastica. Una presenza massiccia e persistente che trasforma i litorali in veri e propri archivi di degrado ambientale. Il problema dei mozziconi è tanto diffuso quanto insidioso. I filtri delle sigarette, infatti, sono realizzati principalmente in acetato di cellulosa, una forma di plastica che può impiegare anni per degradarsi. Nel frattempo, però, non restano inerti: rilasciano nicotina, metalli pesanti e altre sostanze tossiche che finiscono nella sabbia e poi in mare. Studi scientifici, tra cui quelli condotti dall’Università Federico II di Napoli, hanno evidenziato come questi materiali vadano incontro a una lenta frammentazione, generando microplastiche e provocando un secondo rilascio di sostanze nocive anche a distanza di cinque anni dall’abbandono. Le conseguenze riguardano direttamente gli ecosistemi marini. Le sostanze rilasciate dai mozziconi possono alterare le comunità microbiche, compromettere lo sviluppo degli organismi acquatici e mettere in pericolo specie protette. Tra queste, la Caretta caretta, che da anni sceglie le coste campane come area di nidificazione, sempre più esposta a un ambiente contaminato. Eppure, nonostante la normativa italiana preveda sanzioni da 30 a 300 euro per chi abbandona mozziconi nell’ambiente, il fenomeno continua a crescere. Segno evidente di una carenza non solo nei controlli, ma anche nella consapevolezza collettiva. Per questo Legambiente rilancia la mobilitazione con la 36esima edizione di “Spiagge e Fondali Puliti”, in programma dal 10 al 12 aprile. Tre giorni di iniziative in tutta la Campania che vedranno volontari, cittadini e associazioni impegnati nella pulizia di spiagge, fondali, foci di fiumi e aree costiere. Tra le tappe previste ci sono il lungomare di Agropoli, la Baia d’Argento ad Ascea, l’area dunale di Bacoli, il litorale di Castel Volturno e l’oasi di Capaccio Paestum. Il messaggio è diretto: bastano piccoli gesti per invertire la rotta. Non gettare un mozzicone a terra, rispettare l’ambiente, partecipare alle iniziative di pulizia. Perché quella che oggi sembra una semplice distrazione è, in realtà, una delle principali minacce per il mare e per il futuro delle nostre coste.

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