NAPOLI (rgl) – Un nuovo capitolo si apre nel caso che ha scosso l’opinione pubblica: non solo il dolore per la morte del piccolo Domenico Caliendo, ma ora anche un esposto che chiama in causa il legale della famiglia. La vicenda si arricchisce di tensioni e interrogativi, spostandosi dal piano sanitario e giudiziario a quello deontologico e mediatico. Un esposto è stato presentato contro l’avvocato Francesco Petruzzi, difensore dei genitori del bambino deceduto dopo un trapianto di cuore all’ospedale Monaldi di Napoli. Il documento, indirizzato al Consiglio dell’Ordine degli avvocati, alla Rai, ai garanti per la protezione dei dati personali e delle comunicazioni e anche alla Procura di Napoli per eventuali profili penali, riguarda l’intervento del legale durante la trasmissione televisiva “Lo stato delle Cose”, andata in onda il 16 marzo e condotta dal giornalista Massimo Giletti. Al centro della contestazione, la diffusione in tv di documentazione sanitaria relativa al caso. Secondo quanto riportato nell’esposto, nel corso della trasmissione sarebbero stati mostrati atti utilizzati per sostenere la tesi secondo cui il cardiochirurgo Guido Oppido avrebbe fornito dichiarazioni non veritiere o sarebbe comunque responsabile, prima ancora di qualsiasi accertamento in sede dibattimentale e senza un contraddittorio tecnico-scientifico. Chi ha presentato l’esposto ipotizza inoltre che tale documentazione possa essere giunta alla redazione proprio tramite il difensore della famiglia, circostanza che – se confermata – configurerebbe, secondo l’accusa, possibili violazioni del Codice Deontologico Forense e anche ipotesi di reato, tra cui diffamazione aggravata, pubblicazione arbitraria di atti di un procedimento penale e rivelazione di segreto. Interpellato dall’agenzia Ansa, l’avvocato Petruzzi ha respinto ogni addebito, sottolineando che durante la trasmissione lo stesso conduttore aveva precisato di essere entrato in possesso dei documenti attraverso proprie fonti, aggiungendo inoltre che “l’avvocato Petruzzi ne rimarrà sorpreso” prima della loro diffusione in studio. Il legale dovrà ora rispondere formalmente all’esposto entro venti giorni.






