mercoledì, Maggio 13, 2026
spot_img
spot_img
spot_img

I PIÙ LETTI DELLA SETTIMANA

ARTICOLI CORRELATI

Nola, incontro in Curia con Chiesa, Isde e sindaci: “Difendere aria, acqua e suolo”

NOLA (alads) – Nella sede vescovile di Nola, sabato scorso, si è svolto un incontro particolarmente atteso tra l’Ufficio di Pastorale Sociale, i Medici per l’Ambiente della Campania e i sindaci della Diocesi. Un appuntamento pensato non per ripercorrere le cause del disastro ambientale che da anni affligge la Terra dei Fuochi, ma per individuare soluzioni concrete e condivise, capaci di incidere realmente sulla tutela della salute e sulla salvaguardia delle matrici ambientali. A presiedere i lavori è stato il vescovo di Nola, monsignor Francesco Marino, che ha richiamato con forza la necessità di un impegno comune: “Il nostro impegno sia volto a proteggere l’acqua, l’aria e il suolo, beni preziosi per la vita”. Un appello che ha fatto da cornice a un confronto serrato, nel quale istituzioni civili, comunità ecclesiale e mondo scientifico hanno messo in campo analisi, responsabilità e prospettive operative.

Al centro dell’intervento di don Aniello Tortora, vicario episcopale e responsabile dell’Area Carità e Giustizia, c’è stato il Principio di Precauzione, definito come un pilastro etico imprescindibile della teologia morale ambientale. Tortora ha spiegato come questo principio imponga l’adozione di misure preventive quando un’azione o una politica comportano un rischio potenziale di danni gravi o irreversibili, anche in assenza di prove scientifiche definitive. Ha sottolineato che la precauzione si lega strettamente all’Etica della Responsabilità, che obbliga l’attuale generazione a preservare il Creato per quelle future, e all’Etica della Cura, che invita a superare una visione puramente curativa per abbracciare una responsabilità preventiva, nella quale la semplice creazione di un rischio significativo è già considerata un danno da evitare. Ha inoltre richiamato i limiti della tecnocrazia, ricordando come una fiducia acritica nel progresso scientifico e tecnologico debba essere corretta da un approccio prudente, capace di riconoscere l’ambiente come un bene superiore da tutelare.

La Pastorale Sociale ha ribadito che, in teologia, questo approccio si traduce in una Custodia del Creato attiva, che richiede prudenza e limitazione dell’agire umano quando esso minaccia l’equilibrio ecologico e la vita sulla Terra. Tortora ha chiarito anche la differenza tra prevenzione e precauzione: la prima si basa su certezze scientifiche per impedire pericoli noti, la seconda su sospetti fondati per evitare pericoli potenziali. Il quadro giuridico è stato arricchito dal riferimento alla sentenza della Corte Europea dei Diritti dell’Uomo del 30 gennaio 2025, che ha riconosciuto come lo Stato italiano non abbia protetto adeguatamente la salute dei residenti nelle aree contaminate. La Corte ha richiamato il dovere delle autorità di intervenire preventivamente per tutelare il diritto alla vita, anche in presenza di rischi non ancora provati scientificamente. In questa direzione si inserisce il Decreto “Terra dei Fuochi” (D.L. 116/2025), poi convertito nella Legge 147/2025, che rafforza il Principio di Precauzione inasprendo le sanzioni per i reati ambientali, introducendo l’uso esteso della videosorveglianza e ponendo attenzione alla contaminazione della catena alimentare. Sebbene nato per l’emergenza campana, il provvedimento estende le misure cautelari e sanzionatorie a tutto il territorio nazionale.

All’incontro hanno partecipato sindaci e assessori all’Ambiente di Nola, Camposano, Visciano, Cimitile, Marigliano, Quadrelle, Sirignano, Scafati, Palma Campania, Roccarainola e Cicciano. Nel corso della sessione dedicata alle proposte, i Comuni sono stati aggregati in base alle criticità prevalenti: da un lato quelli maggiormente colpiti dall’inquinamento atmosferico, dall’altro quelli interessati da discariche, corsi d’acqua inquinati o cave calcaree. Le amministrazioni hanno avanzato proposte che spaziano dalla lotta ai fuochi d’artificio al ripristino della guardania dei Regi Lagni, dalla richiesta di fondi per progetti di risanamento alla promozione della canapa per l’edilizia sostenibile, fino alla necessità di un’azione dal basso capace di coinvolgere associazioni e cittadini.

In questo contesto, Isde ha portato al tavolo una memoria tecnica dal titolo “Per Non Dimenticare”, un documento che ricostruisce con precisione il carico ambientale che da decenni grava sulla Piana Nolano‑Acerrana, definita negli anni “Triangolo della Morte” o “Terra dei Fuochi”. I medici hanno ricordato come il territorio conviva ancora con discariche abusive colme di sostanze tossiche, molte delle quali comunicano direttamente con la falda e non sono mai state bonificate, come nel caso di Agrimonda a Mariglianella o della cava di Roccarainola. Le falde acquifere risultano compromesse, mentre i Regi Lagni continuano a funzionare come cloache a cielo aperto, riversando sul litorale Domizio liquami non depurati. Nel documento si richiama anche il depuratore di Marigliano, che da anni non svolge adeguatamente la propria funzione, e il fiume Sarno, tra i più inquinati d’Europa. Viene citato il laghetto di Comiziano, destinatario in passato di sostanze cancerogene, mai messo in sicurezza né bonificato e poi tombato nel silenzio generale.

Sul fronte delle emissioni, Isde ricorda che il termovalorizzatore di Acerra incenerisce ancora oggi, al 70% delle proprie capacità operative, materiali riciclabili come plastica, carta, cartone e tessili, operando in regime di autocontrollo. Lo stesso accade per l’impianto di cremazione di Domicella, a soli diciannove chilometri in linea d’aria, e per le società estrattive di Roccarainola e Casamarciano. Nel raggio di quindici chilometri insistono oltre dieci cave in esercizio e una vasta area industriale e commerciale che, con le sue seicento aziende, contribuisce ulteriormente al carico emissivo complessivo. Le conseguenze sanitarie, sottolinea ISDE, sono evidenti: l’incidenza delle patologie infauste supera di gran lunga la media nazionale, con particolare preoccupazione per i tumori infantili e per il cancro del polmone nelle donne. A rendere ancora più drammatico il quadro è la presenza di una scuola materna ed elementare, in località Polvica, stretta tra cave attive e area industriale. Il documento ricorda inoltre la presenza dello Stir e delle discariche quiescenti di Paenzano, nel comune di Tufino, e la discarica “La Marca” di Somma Vesuviana, mai messa in sicurezza né bonificata, nonostante la sua posizione alle pendici del Monte Somma. “Per Non Dimenticare”, afferma Isde, significa riconoscere la storia di un territorio ferito e assumere la memoria ambientale come base imprescindibile per ogni politica di prevenzione e tutela della salute pubblica.

spot_img

I PIÙ POPOLARI

This site is protected by wp-copyrightpro.com