
CICCIANO (Nello Lauro) – Il consiglio comunale di Cicciano ha approvato la misura straordinaria “Riparti da Zero – Pace Fiscale Cicciano 2026”, votata dalla maggioranza con l’astensione delle consigliere di opposizione. Un provvedimento che punta a recuperare risorse, far emergere il sommerso e offrire una via d’uscita sostenibile a famiglie, lavoratori e imprese in difficoltà. La misura si inserisce nel quadro della Legge di Stabilità 2026, che consente agli enti locali di introdurre forme di definizione agevolata delle entrate. Cicciano ha scelto di utilizzarla in modo esteso, intervenendo sia sulle posizioni già accertate sia su quelle non ancora verificate, con l’obiettivo di recuperare crediti che altrimenti resterebbero nei residui attivi. Per gli anni considerati, l’Ente stima un potenziale di circa 400 mila euro annui per la Tari e 500 mila euro per l’Imu. Nel corso del dibattito, l’assessore al Bilancio e allo Sviluppo economico, Salvatore Santoriello, ha voluto sgombrare il campo da equivoci, respingendo l’ipotesi di condono richiamata dalle consigliere di minoranza Maria De Riggi e Angela De Sarno. “Un condono cancella i debiti. Qui i debiti si pagano integralmente”, ha spiegato. “Abbiamo solo eliminato le sanzioni per rendere possibile l’incasso e far emergere il sommerso, oltre ad aiutare chi in questo momento è in difficoltà. Chi parla di condono preferisce lasciare i crediti nei cassetti invece di recuperarli per i servizi ai cittadini”. L’assessore ha poi aggiunto un chiarimento tecnico che ha contribuito a definire il perimetro dell’operazione: “Il condono è una sanatoria che chiude il passato. È più radicale perché riduce il quantum dovuto, spesso anche la parte capitale. La definizione agevolata, invece, agisce solo sulle sanzioni e sugli accessori del debito: l’imposta principale resta dovuta per intero” ha chiosato Santoriello. Una distinzione che ha segnato la linea politica della maggioranza e ha contribuito a smontare le critiche sollevate nei giorni precedenti. Uno degli aspetti più rilevanti della misura riguarda la platea dei destinatari. Il Comune ha previsto un sistema di rateizzazione che può arrivare fino a sessanta mesi nei casi di comprovata difficoltà economica, con una rata minima fissata a cinquanta euro. La possibilità di accedere al piano più lungo è pensata per chi vive condizioni di fragilità: persone disoccupate, nuclei familiari che hanno subito una riduzione del reddito di almeno il trenta per cento, lavoratori che percepiscono strumenti di sostegno come NASpI o cassa integrazione, famiglie con soggetti a carico o con disabilità riconosciuta ai sensi della legge 104. Una particolare attenzione è stata riservata anche ai titolari di partita Iva, spesso tra i più colpiti dalle oscillazioni economiche degli ultimi anni. Per loro la misura prevede la possibilità di accedere al piano agevolato in presenza di una riduzione del fatturato di almeno il venti per cento su base media annua, o del trenta per cento in un singolo anno, da documentare attraverso dichiarazioni fiscali, bilanci o altra contabilità. Un modo per riconoscere le difficoltà di chi opera nel tessuto produttivo locale e per evitare che situazioni temporanee di crisi si trasformino in debiti ingestibili. Il provvedimento consente di definire gli atti relativi alle entrate tributarie e patrimoniali notificati dopo il 31 dicembre 2023 e, parallelamente, di regolarizzare spontaneamente le posizioni fino al 31 dicembre 2025, pagando esclusivamente la sorte capitale. L’eliminazione di sanzioni e interessi rende più sostenibile il rientro e incentiva l’emersione delle posizioni non ancora accertate. La presentazione dell’istanza comporta il riconoscimento del debito e l’interruzione dei termini di prescrizione. Le domande potranno essere presentate fino al 31 dicembre 2026, mentre la prima rata dovrà essere versata entro il 30 giugno 2027. La decadenza dal beneficio scatta in caso di mancato pagamento di tre rate: in quel caso tornano a valere sanzioni e interessi e i termini di prescrizione ricominciano a decorrere. Le somme già versate restano acquisite come acconto. “Riparti da Zero” è un intervento straordinario, temporaneo, una tantum. Non modifica la natura del debito e non compromette gli equilibri di bilancio. Per l’amministrazione guidata dal sindaco Giuseppe Caccavale è un banco di prova sulla capacità di recuperare risorse; per i cittadini, un’occasione per riallinearsi con l’Ente senza essere schiacciati dagli arretrati. La sfida ora passa alla risposta della comunità.






