giovedì, Maggio 21, 2026
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Napoli, truffa con spoofing dopo il colpo in banca: finto carabiniere tenta il raggiro

NAPOLI (rgl) – Non solo la clamorosa rapina al caveau, ma anche il rischio di una scia di truffe costruite ad arte per sfruttare paura e confusione. A Napoli, a pochi giorni dal colpo messo a segno ai danni del Crédit Agricole di piazza Medaglie d’Oro, entrano in azione i professionisti del raggiro. Nel pomeriggio di ieri, un individuo si è finto maresciallo dei carabinieri contattando telefonicamente una donna residente in un quartiere benestante della città. Con tono convincente e facendo leva sull’attualità dei fatti, l’uomo ha dichiarato di essere impegnato nelle indagini sulla recente rapina al Vomero, cercando di guadagnare la fiducia della vittima. La richiesta, però, era tutt’altro che istituzionale: il sedicente militare ha iniziato a porre domande sulla presenza in casa di gioielli e contanti, tentando di carpire informazioni sensibili probabilmente finalizzate a un successivo raggiro o furto. A rendere ancora più credibile il tentativo di truffa è stata la tecnica utilizzata: lo spoofing, un sistema che consente di falsificare il numero telefonico del chiamante. Sullo smartphone della donna, infatti, è comparso il numero reale di una stazione dei carabinieri, dettaglio che avrebbe potuto trarre in inganno chiunque. Ma questa volta il piano è fallito. La vittima, insospettita da alcune incongruenze, ha avuto la prontezza di utilizzare un secondo telefono per contattare il 112. Dalla centrale operativa è arrivata la conferma: nessun carabiniere la stava chiamando. A quel punto la donna ha immediatamente interrotto la conversazione, evitando di cadere nella trappola. L’episodio accende i riflettori su un fenomeno sempre più diffuso: truffatori che sfruttano notizie di cronaca e tecnologie avanzate per rendere i propri raggiri sempre più credibili. E proprio il recente colpo al caveau potrebbe aver fornito il contesto perfetto per colpire nuove vittime. Le forze dell’ordine invitano alla massima prudenza: nessun appartenente alle istituzioni chiede informazioni su beni personali o valori custoditi in casa tramite telefonate. In caso di dubbi, il consiglio resta sempre lo stesso: interrompere la comunicazione e contattare direttamente i numeri ufficiali.

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