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Invalidità “facili” in cambio di soldi: sospesa collaboratrice di patronato nel Sannio

BENEVENTO (rgl) – Dietro una pratica apparentemente regolare, si nascondeva – secondo gli inquirenti – un sistema capace di aggirare le regole e monetizzare il bisogno. Certificazioni mediche false, iter accelerati e denaro in cambio di favori: così sarebbe stata costruita una rete illecita legata alle richieste di invalidità civile. È per questo che una collaboratrice in servizio presso un patronato di Benevento è stata sospesa dall’esercizio dei pubblici uffici per un anno. Il provvedimento è stato disposto dal Tribunale del Riesame di Napoli, che ha accolto l’appello della Procura sannita dopo il precedente rigetto della misura cautelare da parte del gip. Secondo quanto emerso dalle indagini condotte dalla Guardia di Finanza, la donna avrebbe gestito in modo illecito numerose pratiche per l’ottenimento di indennità assistenziali, favorendo alcuni richiedenti attraverso il reperimento di certificazioni mediche non spettanti. Un sistema che, sempre secondo l’ipotesi accusatoria, funzionava in cambio di denaro. Le investigazioni avrebbero fatto emergere un meccanismo consolidato: pratiche “facilitate” e percorsi burocratici accelerati grazie a documentazione sanitaria irregolare, con l’obiettivo di ottenere benefici economici indebiti. Il Riesame ha dunque ritenuto sussistenti gli elementi per applicare una misura interdittiva, pur escludendo – almeno per ora – gli arresti domiciliari inizialmente richiesti dalla Procura. Resta ora al centro dell’inchiesta la ricostruzione completa del presunto sistema e l’eventuale coinvolgimento di altre persone.

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