NAPOLI (rgl) – Il loro canto ha tradito tutto. Non un semplice cinguettio, ma un segnale che ha portato alla scoperta di un piccolo allevamento illegale nel cuore di Secondigliano, a Napoli. Diciassette cardellini rinchiusi in gabbie strette e anguste, pronti – secondo gli investigatori – a finire nel mercato clandestino. È quanto emerso durante un’attività di controllo del territorio da parte delle Guardie Zoofile e Venatorie della Lipu, coordinate dal responsabile regionale Giuseppe Salzano. Proprio il canto insistente degli uccelli, proveniente dal cortile di un’abitazione, ha insospettito gli operatori, che hanno richiesto l’intervento dei carabinieri. Scattata la perquisizione, i militari si sono trovati davanti a una situazione tutt’altro che regolare: dodici gabbie all’esterno, ciascuna con un cardellino, e altre cinque rinvenute nei locali adiacenti. In totale, diciassette esemplari detenuti in condizioni non idonee. Il proprietario dell’abitazione, un 73enne già noto per episodi analoghi, non è stato in grado di fornire spiegazioni sulla provenienza degli animali. Per lui è scattata la denuncia alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Napoli. Gli uccelli sono stati immediatamente sequestrati e trasferiti presso il Centro Recupero Animali Selvatici dell’Asl Napoli 1, dove saranno curati e riabilitati prima di essere reintrodotti in natura. Il delegato Lipu di Napoli Fabio Procaccini ha evidenziato come il traffico illegale di cardellini sia ancora molto diffuso: “Questi esemplari possono essere venduti anche a 200 euro ciascuno nel mercato clandestino. Sono uccelli adattati alla vita in gabbia e il loro canto li rende particolarmente richiesti”.








