sabato, Maggio 9, 2026
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Compravendita di voti a Nola, in 10 a processo: “Pacchetti da 100 elettori a 2mila euro”

NOLA (alads) – Un voto poteva valere appena 60 euro. O arrivare fino a 150. È il prezzo – secondo l’accusa – della democrazia svenduta a Nola, dove una nuova svolta giudiziaria riaccende i riflettori su presunti episodi di compravendita elettorale che avrebbero inquinato le amministrative del 2022. I carabinieri della compagnia di Nola hanno notificato il decreto di citazione diretta a giudizio nei confronti di dieci persone, su richiesta della Procura della Repubblica nolana. Agli imputati viene contestato di aver offerto denaro per procacciare voti in favore di candidati poi risultati eletti, ma anche di aver ricevuto soldi in cambio della propria preferenza elettorale. L’indagine, coordinata dalla Procura, nasce da una denuncia presentata da due cittadini e si è sviluppata attraverso testimonianze e riscontri investigativi che avrebbero delineato un sistema articolato. Alcuni testimoni avrebbero ammesso di aver accettato denaro per votare, parlando anche di promesse di favori – posti di lavoro o interventi per evitare sfratti – che, secondo quanto emerso, non sarebbero mai state mantenute. Proprio questo “tradimento” avrebbe spinto alcuni a rivolgersi alle forze dell’ordine. Secondo gli inquirenti, il meccanismo era ben strutturato: i cosiddetti “procacciatori di voti” avrebbero percepito circa 2.000 euro per ogni 100 persone reclutate, con bonus aggiuntivi fino a 1.000 euro al termine delle elezioni, oltre ad ulteriori benefici indiretti. Un sistema che, stando alle accuse, avrebbe trasformato il consenso elettorale in una vera e propria merce di scambio. Le contestazioni si fondano sull’articolo 96 del D.P.R. 361/1957, che punisce la corruzione elettorale, e – secondo quanto raccolto – configurerebbero una “ragionevole previsione di condanna” per gli imputati. La vicenda aveva già scosso profondamente la città, finendo anche sotto i riflettori della trasmissione Le Iene, contribuendo a un terremoto politico culminato, nel novembre 2024, con le dimissioni dell’allora sindaco Carlo Buonauro e la revoca delle deleghe agli assessori coinvolti.

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