ACERRA (rgl) – Le campane in festa, gli applausi dei fedeli e gli occhi lucidi di chi da anni aspetta verità e giustizia. Acerra ha accolto Papa Leone XIV in una giornata destinata a restare nella memoria della Terra dei Fuochi. Un viaggio dal forte valore simbolico e umano, nel cuore di uno dei territori più segnati dall’emergenza ambientale italiana, dove il Pontefice ha incontrato famiglie che hanno perso figli, genitori e affetti a causa dell’inquinamento che per decenni ha avvelenato terra, aria e coscienze. L’elicottero papale è atterrato al campo sportivo Arcoleo, dove Leone XIV è stato accolto dal vescovo di Acerra monsignor Antonio Di Donna, dal presidente della Regione Campania Roberto Fico, dal prefetto di Napoli Michele Di Bari e dal sindaco Tito d’Errico. Da lì il trasferimento alla Cattedrale di Santa Maria Assunta, gremita di religiosi, rappresentanti delle istituzioni e soprattutto familiari delle vittime della cosiddetta Terra dei Fuochi. Prima ancora di entrare in chiesa, il Papa si è fermato a salutare le centinaia di persone rimaste all’esterno per mancanza di spazio. Un gesto semplice che ha immediatamente acceso l’entusiasmo della folla e creato un clima di forte partecipazione emotiva. Nel suo discorso, Leone XIV ha ricordato il desiderio mai realizzato di Papa Francesco di visitare Acerra. “Già Papa Francesco avrebbe voluto essere qui”, ha detto, sottolineando come questa visita rappresenti anche il compimento di quella volontà e un omaggio all’eredità dell’enciclica Laudato si’. Parole che hanno aperto una riflessione profonda sulla ferita ambientale e sociale che ha colpito il territorio. “Sono venuto anzitutto a raccogliere le lacrime di chi ha perso persone care, uccise dall’inquinamento ambientale procurato da persone e organizzazioni senza scrupoli, che per troppo tempo hanno potuto agire impunemente”, ha affermato il Pontefice davanti alle famiglie delle vittime. Un passaggio accolto da un lungo applauso e da un’emozione palpabile tra i presenti. Momenti particolarmente intensi si sono vissuti durante l’intervento del vescovo Antonio Di Donna, che ha ricordato i nomi delle giovani vittime dell’inquinamento ambientale. Sopraffatto dalla commozione, il presule ha dovuto interrompersi per qualche istante. “Negli ultimi trent’anni solo ad Acerra sono morti circa 150 tra ragazzi e giovani”, ha ricordato, denunciando ancora una volta il peso delle omissioni e degli interessi criminali che hanno segnato il territorio. Leone XIV ha definito la Terra dei Fuochi il simbolo di un dramma nato dall’intreccio tra criminalità, interessi economici e indifferenza. “Questa terra era conosciuta come Campania Felix per la sua straordinaria fertilità. Eppure qui abbiamo visto la morte della terra e degli uomini”, ha detto. Un’immagine forte che fotografa il contrasto tra la ricchezza naturale del territorio e le conseguenze devastanti dello smaltimento illecito dei rifiuti. Ma il Papa non ha voluto limitarsi alla denuncia. Nel suo intervento ha lanciato un messaggio di speranza e responsabilità collettiva, invitando cittadini, istituzioni e Chiesa a diventare protagonisti di una rinascita possibile. “Potranno queste terre rivivere? Siate voi stessi la risposta”, ha esortato, indicando nell’impegno quotidiano, nella giustizia e nella collaborazione tra comunità e istituzioni la strada per il riscatto. Un richiamo netto è arrivato anche contro la cultura del privilegio, della prepotenza e dell’impunità. “Va scardinata una mentalità che troppo male ha fatto a questa terra”, ha sottolineato Leone XIV, chiedendo una conversione autentica e un’assunzione di responsabilità da parte di tutti. La visita si è trasformata così in molto più di un appuntamento pastorale. È stata una carezza alle famiglie ferite, un riconoscimento pubblico del dolore vissuto da intere comunità e un appello forte a non abbassare la guardia. In una terra che continua a chiedere verità, bonifiche e giustizia, il Papa ha lasciato un messaggio chiaro: la speranza può nascere anche dalle ferite più profonde, ma soltanto se accompagnata dal coraggio della responsabilità e del cambiamento. (foto Ansa)
Papa Leone XIV ad Acerra: “Sono venuto a raccogliere le lacrime delle vittime della Terra dei Fuochi”







