AVELLINO (rgl) – Un’esplosione controllata, il diaframma che cede e poi gli applausi: è il momento simbolico che segna un passo decisivo verso una delle opere più attese del Sud. La galleria Rocchetta è completata, e con essa prende forma il futuro della linea ad Alta Velocità Napoli-Bari. Nel cuore dell’Appennino, tra le province di Avellino e Benevento, è stato abbattuto l’ultimo diaframma del tunnel più lungo del lotto Apice-Hirpinia: 6,5 chilometri di galleria a doppio binario, realizzata da Webuild per conto di Rete Ferroviaria Italiana. “Un ulteriore tassello verso il completamento della Napoli-Bari”, ha dichiarato l’amministratore delegato di RFI, Aldo Isi, sottolineando come il progetto, avviato oltre dieci anni fa, stia entrando nella fase decisiva. L’obiettivo resta fissato al 2029, ma già dal 2026 arriveranno i primi risultati concreti con oltre 30 chilometri di nuovi binari raddoppiati. Protagonista dello scavo è stata la TBM “Futura”, una gigantesca talpa meccanica che ha lavorato senza sosta per 18 mesi, 24 ore su 24. Numeri impressionanti: avanzamento medio di 16 metri al giorno, punte di oltre 29 metri e più di 32.500 conci installati per il rivestimento definitivo della galleria. L’opera rappresenta uno snodo strategico del Corridoio europeo Scandinavo-Mediterraneo, parte della rete TEN-T, e cambierà radicalmente i tempi di percorrenza: da Napoli a Bari si passerà da circa 4 ore a sole 2, mentre Roma sarà collegata al capoluogo pugliese in appena 3 ore. Ma non è solo una questione di velocità. Il progetto ha già prodotto un impatto economico significativo: centinaia di lavoratori impiegati, oltre 650 imprese coinvolte e migliaia di persone impegnate nei cantieri del Mezzogiorno. Nel frattempo, i lavori proseguono su più fronti: completate le tratte Napoli-Cancello e Cancello-Frasso Telesino, mentre entro l’estate partirà lo scavo della galleria Melito, lungo un tracciato complessivo di 145 chilometri che includerà 15 gallerie, 25 viadotti e 20 tra stazioni e fermate.












