BENEVENTO (rgl) – Dovevano essere regolarmente assunti, ma per quindici lavoratori il rapporto di lavoro non esisteva sulla carta. È il bilancio dei controlli effettuati nel mese di maggio dalla Guardia di Finanza del comando provinciale di Benevento nell’ambito delle attività di contrasto al lavoro sommerso e di tutela della legalità economica sul territorio. Le verifiche delle Fiamme Gialle hanno interessato diverse attività commerciali della provincia, facendo emergere numerose irregolarità nel settore della ristorazione, dell’accoglienza e dei servizi. Il caso più rilevante è stato registrato proprio durante la festività del Primo Maggio, quando i militari del Gruppo di Benevento hanno effettuato un accesso ispettivo presso un agriturismo, accertando la presenza di quattro camerieri privi delle previste coperture previdenziali. A seguito dell’intervento è stata richiesta e ottenuta dall’Ispettorato Territoriale del Lavoro la sospensione dell’attività commerciale, mentre al titolare sono state contestate sanzioni amministrative comprese tra 7.800 e 15.600 euro. Nei giorni successivi i controlli sono proseguiti senza sosta. Nel capoluogo sannita, presso un bar, è stato individuato un collaboratore familiare impiegato senza la preventiva comunicazione del rapporto di lavoro. Anche in questo caso è scattato il provvedimento di sospensione dell’attività. Irregolarità sono emerse anche nel comprensorio caudino. I finanzieri della Tenenza di Montesarchio hanno scoperto un lavoratore completamente sconosciuto agli obblighi amministrativi e previdenziali all’interno di un centro sportivo. Per il datore di lavoro è stata applicata la cosiddetta “maxisanzione” prevista dalla normativa contro il lavoro nero. Analoga situazione è stata riscontrata a Solopaca, dove un controllo presso un ristorante ha consentito di individuare un dipendente impiegato senza regolare assunzione. Le successive verifiche effettuate dalle Fiamme Gialle nei comuni di Faicchio e Puglianello hanno portato alla scoperta di altri otto lavoratori completamente in nero all’interno di due attività di ristorazione. Complessivamente sono quindici i lavoratori irregolari individuati nel corso delle attività ispettive. Un dato che conferma come il fenomeno del lavoro sommerso continui a rappresentare una criticità per il tessuto economico locale, con effetti negativi sia sulla tutela dei diritti dei lavoratori sia sulla concorrenza tra imprese.







