NAPOLI (rgl) – C’è un luogo, dentro una scuola, dove il caffè non è solo una pausa ma un gesto educativo, un incontro e una forma concreta di inclusione. È stato inaugurato all’Istituto di Istruzione Superiore “Francesco Saverio Nitti” il nuovo punto ristoro solidale “Un caffè per l’inclusione”, il primo del suo genere in una scuola pubblica, interamente gestito da giovani con sindrome di Down e lieve disabilità intellettiva. L’iniziativa nasce da un progetto condiviso tra la Città Metropolitana di Napoli, proprietaria degli spazi scolastici, l’istituto stesso e un’associazione di volontariato dell’area flegrea, attraverso un protocollo d’intesa della durata di sei anni. Un modello di collaborazione istituzionale che trasforma un semplice bar in un presidio sociale ed educativo. Il nome scelto per la buvette è “Terzo tempo”, un riferimento diretto al linguaggio del rugby: quel momento dopo la partita in cui avversari e compagni si ritrovano allo stesso tavolo, senza distinzioni, per condividere il tempo e le persone. È proprio questo lo spirito che anima il progetto: uno spazio dove studenti, docenti e operatori si incontrano senza barriere, davanti a un caffè o a una pausa condivisa. A gestire il bar saranno due giovani di 26 e 27 anni, regolarmente contrattualizzati, affiancati da un percorso formativo che rende il punto ristoro non solo un servizio per la scuola, ma una vera aula di vita. Qui l’inclusione non viene raccontata, ma praticata ogni giorno attraverso il lavoro, le relazioni e la responsabilità. Lo spazio, ricavato nell’area già destinata alla ristorazione dell’istituto, è stato attrezzato con macchinari professionali e arredi dedicati alla caffetteria. Il progetto è stato inserito nel piano formativo del Consiglio di Istituto, che lo considera una “buona pratica” educativa capace di rendere l’inclusione un’esperienza quotidiana e non un concetto astratto. Per la Città Metropolitana, l’iniziativa si inserisce pienamente negli obiettivi dell’Agenda 2030, con particolare riferimento all’istruzione di qualità, al lavoro dignitoso e alla riduzione delle disuguaglianze, confermando il valore sociale e istituzionale del progetto. L’associazione promotrice, attiva dal 2012 e composta da familiari di persone con sindrome di Down e lieve deficit intellettivo, lavora da anni per costruire percorsi di autonomia e inserimento lavorativo. Con il “Terzo tempo”, questo impegno entra direttamente nella quotidianità scolastica, trasformando un bar in un simbolo concreto di partecipazione e dignità.
Napoli, “un caffè per l’inclusione”: al Nitti nasce il bar scolastico gestito da ragazzi con disabilità













