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Rifiuti pericolosi e 9 operai irregolari: scattano arresto, sequestro e maxi multa da 112mila euro nel Casertano

ORTA DI ATELLA (rgl) – Dietro le porte di un’azienda calzaturiera si nascondeva un sistema fatto di lavoro nero, gravi carenze sulla sicurezza e rifiuti speciali pericolosi gestiti in violazione delle norme ambientali. È quanto emerso nel corso di un’operazione condotta dai carabinieri nella Terra dei Fuochi, culminata con l’arresto del titolare dell’impresa, la sospensione immediata dell’attività produttiva e il sequestro di un’area industriale utilizzata per lo stoccaggio illecito di rifiuti. L’intervento è stato eseguito dai militari della stazione carabinieri di Orta di Atella, con il supporto dai carabinieri forestali di Marcianise e del Nucleo Ispettorato del Lavoro di Caserta, nell’ambito dei servizi straordinari finalizzati al contrasto dei reati ambientali e del lavoro sommerso. Durante l’ispezione presso l’opificio, specializzato nella produzione calzaturiera, gli investigatori hanno effettuato verifiche approfondite sia sotto il profilo della regolarità occupazionale sia in materia di sicurezza sul lavoro e tutela ambientale. Gli accertamenti hanno fatto emergere una situazione particolarmente critica: dei 14 lavoratori presenti al momento del controllo, ben 9 risultavano irregolari. Sette erano completamente impiegati “in nero”, senza alcuna comunicazione preventiva di assunzione, mentre altri due lavoravano senza la prevista copertura assicurativa presso l’Inail. Le irregolarità non si fermavano ai rapporti di lavoro. I militari hanno infatti riscontrato numerose violazioni in materia di sicurezza, tra cui l’assenza del Documento di Valutazione dei Rischi, la mancata formazione del personale, l’omessa consegna dei dispositivi di protezione individuale, l’assenza della sorveglianza sanitaria obbligatoria e carenze strutturali relative agli ambienti di lavoro e alla manutenzione dei macchinari. Alla luce delle violazioni accertate, è stata immediatamente disposta la sospensione dell’attività imprenditoriale. L’aspetto più grave dell’operazione ha però riguardato la gestione dei rifiuti. Nel corso delle verifiche ambientali, i carabinieri forestali hanno individuato ingenti quantitativi di rifiuti speciali pericolosi, tra cui contenitori contaminati da sostanze chimiche, residui di colle industriali e solventi utilizzati nei processi produttivi. Secondo quanto emerso dagli accertamenti, tali materiali venivano gestiti e miscelati in modo illecito, senza le necessarie autorizzazioni e in condizioni tali da esporli direttamente agli agenti atmosferici. La pioggia e le infiltrazioni meteoriche avrebbero inoltre favorito la formazione di liquidi altamente inquinanti, aumentando il rischio di contaminazione dell’ambiente circostante e aggravando il quadro delle responsabilità contestate. Per questi motivi l’intera area interessata, insieme ai rifiuti rinvenuti, è stata sottoposta a sequestro penale. Contestualmente è scattato l’arresto in flagranza del titolare dell’azienda, un imprenditore di 72 anni, ritenuto responsabile della gestione e della miscelazione illecita di rifiuti speciali pericolosi. Al termine delle formalità di rito, l’uomo è stato posto agli arresti domiciliari a disposizione dell’Autorità giudiziaria. L’operazione si è conclusa con l’elevazione di sanzioni amministrative e penali per un importo complessivo di circa 112mila euro.

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