NAPOLI (rgl) – Ancora caos sulle linee vesuviane e ancora una volta al centro delle polemiche finisce la gestione del servizio ferroviario Eav durante gli scioperi. Dopo la protesta di 24 ore indetta dal sindacato Orsa nella giornata del 10 maggio, esplode la rabbia dei pendolari che accusano l’azienda di aver “abbandonato interi territori” per concentrare uomini e mezzi esclusivamente sulla linea Napoli-Sorrento. Una denuncia durissima quella firmata da Enzo Ciniglio, presidente del Comitato Pendolari Vesuviani, Salvatore Alaia del comitato civico E(a)Vitiamolo Sperone, Marcello Fabbrocini del comitato Cifariello Ottaviano e Salvatore Ferraro, portavoce del gruppo Facebook Circumvesuviana-Eav. Secondo i rappresentanti dei pendolari, lo sciopero avrebbe “scoperchiato il vaso di Pandora” di una gestione definita “profondamente iniqua”. Nel mirino soprattutto la scelta di garantire il maggior numero possibile di collegamenti verso Sorrento, considerata la tratta strategica per il turismo, sacrificando invece le linee dirette a Sarno, Baiano, Scafati e Poggiomarino. “Non è più accettabile che, a fronte di agitazioni sindacali o carenze di organico, i vertici Eav operino scelte discriminatorie nella distribuzione dei servizi minimi”, attaccano i comitati. “Sembra che un cittadino dell’hinterland vesuviano valga meno di un turista straniero”. Parole pesanti che fotografano il malcontento crescente di migliaia di utenti costretti quotidianamente a fare i conti con ritardi, soppressioni e collegamenti insufficienti. I pendolari chiedono un intervento immediato della Regione Campania affinché venga garantita “pari dignità a tutti i viaggiatori”. Immediata la replica di Eav, che respinge le accuse e parla di “scelta tecnica e non politica”. Secondo l’azienda, durante una domenica di maggio caratterizzata da una forte presenza turistica sulla tratta Napoli-Sorrento, concentrare il servizio sulla linea costiera sarebbe stato necessario “per evitare caos e problemi di ordine pubblico”. A fine giornata Eav ha diffuso anche i numeri ufficiali dello sciopero. Su 1.079 addetti hanno aderito alla protesta 113 lavoratori, pari al 10,5%. Molto più alta però la partecipazione del personale ferroviario delle linee vesuviane: ha scioperato il 50% dei macchinisti e il 44% dei capitreno. Risultato: su 111 corse programmate ne sono state soppresse 73, con un tasso di cancellazione del 65%. Situazione diversa sulle linee flegree, dove le soppressioni si sono fermate all’11%, mentre “praticamente nullo” è stato l’impatto sulla metropolitana e sul trasporto su gomma. Lo scontro tra azienda e pendolari, però, appare tutt’altro che chiuso. Sullo sfondo resta il tema più delicato: il diritto alla mobilità di migliaia di cittadini che ogni giorno utilizzano la Circumvesuviana per lavoro, studio e necessità quotidiane. E che oggi chiedono di non sentirsi più utenti di serie B.







