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Tangenti e appalti pilotati al comune di Sorrento: eseguite 9 misure cautelari

SORRENTO (rgl) – Un terremoto giudiziario torna a scuotere Sorrento. A quasi un mese dagli interrogatori preventivi, la Guardia di Finanza di Torre Annunziata ha eseguito questa mattina nuove misure cautelari nell’ambito dell’inchiesta sul presunto sistema di corruzione legato agli appalti pubblici del Comune costiero. Su richiesta della Procura di Torre Annunziata, i finanzieri hanno notificato sette arresti domiciliari e due divieti di dimora nei confronti di professionisti, funzionari pubblici, imprenditori e figure ritenute coinvolte in un presunto meccanismo illecito che avrebbe condizionato appalti e procedure amministrative tra il 2022 e il 2024. L’inchiesta, coordinata dal procuratore Nunzio Fragliasso e dal sostituto procuratore Giuliano Schioppi, ipotizza a vario titolo i reati di corruzione per atti contrari ai doveri d’ufficio, turbata libertà degli incanti e turbata libertà di scelta del contraente. Il filone investigativo nasce dall’arresto in flagranza dell’ex sindaco di Sorrento Massimo Coppola, sorpreso dai militari all’interno di un ristorante mentre, secondo gli inquirenti, stava incassando una tangente insieme a un suo collaboratore. Da quell’episodio si sarebbe aperto uno squarcio su un presunto sistema consolidato di gestione illecita di appalti e concorsi pubblici. Fondamentali per gli investigatori sarebbero state anche le dichiarazioni rese dall’ex primo cittadino e da Raffaele Guida, figura considerata dagli inquirenti particolarmente vicina all’ex sindaco. Le indagini della Guardia di Finanza si sono concentrate su numerosi affidamenti e procedure pubbliche del Comune di Sorrento, tra cui la promozione del brand turistico cittadino, la gestione del Teatro Tasso, i lavori di riqualificazione dello stadio Italia e l’organizzazione della manifestazione “M’illumino d’inverno”. Secondo quanto emerso, il presunto sistema avrebbe coinvolto dirigenti comunali, imprenditori e professionisti che avrebbero agito per orientare gare, appalti e incarichi pubblici. Tra le persone finite agli arresti domiciliari figurano un dirigente del Comune di Sorrento, un funzionario amministrativo, un commercialista ed ex consigliere comunale, due imprenditori, un giornalista componente di commissioni giudicatrici comunali e persino un barbiere, considerato dagli investigatori una figura chiave emersa nel corso delle perquisizioni. Per un ingegnere e un altro imprenditore è stato invece disposto il divieto di dimora. Complessivamente gli indagati dovranno rispondere di undici capi d’imputazione: sette episodi di presunta corruzione e quattro contestazioni relative alla turbativa delle gare pubbliche. Le perquisizioni eseguite nelle scorse settimane avevano già consentito ai finanzieri di sequestrare circa 115mila euro in contanti, elemento che avrebbe ulteriormente rafforzato il quadro investigativo. L’inchiesta continua ora ad approfondire i rapporti tra amministrazione pubblica, professionisti e imprenditori coinvolti nel presunto sistema di gestione degli appalti, mentre la vicenda rischia di avere pesanti ripercussioni politiche e amministrative sull’intero assetto del Comune di Sorrento.

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