ROMA (alads – amda) – Le Costituzioni non cambiano spesso. E quando lo fanno, non è mai solo una questione di parole: è una scelta di civiltà. È il senso del passo compiuto dalla commissione Affari Costituzionali del Senato, che ha approvato il Disegno di Legge di modifica degli articoli 3 e 38 della Carta, avviando una riforma che punta a rendere la Costituzione più inclusiva e rispettosa della dignità delle persone con disabilità. Si tratta di un intervento dal forte valore simbolico e culturale, che aggiorna il linguaggio della Carta fondamentale ai principi della Convenzione delle Nazioni Unite sui Diritti delle Persone con Disabilità, riconoscendo in modo più esplicito il valore, i diritti e la piena cittadinanza di milioni di persone. La prima modifica riguarda l’articolo 3, cuore del principio di uguaglianza. Il nuovo testo prevede l’inserimento della parola “disabilità” tra le condizioni rispetto alle quali non può essere esercitata alcuna forma di discriminazione. Un passaggio che rafforza la tutela costituzionale e rende visibile, anche sul piano simbolico, il diritto delle persone con disabilità a vivere senza barriere, pregiudizi o esclusioni. Il secondo intervento interessa l’articolo 38, dove il termine “minorati”, ormai appartenente a un linguaggio superato e stigmatizzante, sarà sostituito con la definizione “persone con disabilità”. Una scelta che mette al centro la persona prima della sua condizione, promuovendo rispetto, dignità e riconoscimento dell’identità individuale. Il provvedimento, identificato come Atto del Senato numero 1299, sarà ora esaminato dall’Aula di Palazzo Madama e successivamente dalla Camera dei Deputati, secondo l’iter previsto per le revisioni costituzionali. Più che una semplice modifica terminologica, la riforma rappresenta un segnale concreto di attenzione verso i diritti umani e l’inclusione sociale. Le parole della Costituzione non hanno soltanto valore giuridico: raccontano i principi sui quali si fonda una comunità e contribuiscono a costruire una cultura del rispetto e dell’uguaglianza. L’inserimento esplicito della disabilità tra i fattori di tutela costituzionale rafforza il principio di uguaglianza sostanziale e testimonia la volontà delle istituzioni di promuovere una società nella quale ogni persona possa sentirsi riconosciuta, valorizzata e pienamente parte della vita civile del Paese. Un passo significativo verso una Costituzione che rappresenti davvero tutti, senza lasciare indietro nessuno.
Costituzione più inclusiva: il Senato approva la riforma su disabilità e diritti







