ROMA (alads – amda) – Una nuova architettura dell’inclusione scolastica prende forma nel sistema educativo italiano. Tra le misure previste dal nuovo Piano di azione per la promozione dei diritti e l’inclusione delle persone con disabilità, approvato con decreto del Presidente della Repubblica del 12 marzo 2026 e pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 21 maggio, debutta il “portfolio del docente” dedicato alle competenze sull’inclusione. La misura, inserita nella sezione del Piano dedicata a istruzione, università e formazione, punta a rafforzare la qualità dell’insegnamento attraverso una valorizzazione strutturata delle competenze degli insegnanti che operano nel campo della disabilità. Il “portfolio del docente” sarà uno strumento di raccolta e documentazione delle esperienze professionali, della formazione svolta, delle attività didattiche e delle competenze maturate nell’ambito dell’inclusione scolastica. L’obiettivo è duplice: da un lato migliorare la continuità didattica e la specializzazione del personale scolastico, dall’altro valorizzare le buone pratiche educative e il lavoro di rete all’interno delle scuole. La misura si inserisce in una strategia più ampia che prevede formazione continua, supporto organizzativo e maggiore personalizzazione degli interventi educativi. Il Piano di azione definisce le linee strategiche delle politiche sulla disabilità per i prossimi anni e si ispira al modello della Convenzione Onu sui diritti delle persone con disabilità, superando l’approccio esclusivamente assistenziale in favore di una visione fondata su diritti, autonomia e piena partecipazione sociale. Il documento richiama la legge 18 del 2009 e la legge 227 del 2021 e si articola in sette aree principali: accessibilità universale, salute e benessere, inclusione lavorativa, istruzione e formazione, progetto di vita, sicurezza inclusiva e cooperazione internazionale, monitoraggio delle politiche pubbliche. Ampio spazio è dedicato al mondo dell’istruzione. Oltre al portfolio del docente, il Piano prevede interventi su continuità didattica, peer teaching, istruzione domiciliare e maggiore coinvolgimento delle famiglie nei percorsi educativi. Tra le misure figurano anche il rafforzamento delle scuole di specializzazione per il sostegno, il potenziamento dell’assistenza all’autonomia e alla comunicazione degli studenti con disabilità e nuove azioni per favorire l’inclusione universitaria, anche attraverso servizi di counseling dedicati. Il Piano interviene inoltre sul tema dell’accessibilità universale, con misure legate ai Peba, ai trasporti, alla cultura, al turismo e alla comunicazione accessibile. Sul fronte del lavoro vengono richiamati strumenti come il collocamento mirato, gli accomodamenti ragionevoli e politiche di sostegno all’occupazione e all’autoimprenditorialità. Uno dei punti centrali è il “progetto di vita”, pensato per rafforzare l’autodeterminazione delle persone con disabilità attraverso percorsi personalizzati e valutazioni multidimensionali. Il Piano specifica infine che le misure saranno attuate utilizzando le risorse già previste dalla legislazione vigente. Eventuali fondi aggiuntivi dovranno essere reperiti nel rispetto degli equilibri di finanza pubblica.







