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Edilizia, marketing, ristorazione e scommesse: Prefetto blocca 7 imprese nel Napoletano

NAPOLI (rgl) – Una mappa economica che si allarga, si trasforma, si mimetizza. E una risposta dello Stato che prova ad anticiparne le mosse. Il Prefetto di Napoli, Michele Di Bari, ha firmato sette nuovi provvedimenti antimafia nei confronti di altrettante aziende attive tra il capoluogo e i comuni di Melito, Mugnano, Villaricca e Afragola, operanti in settori molto diversi tra loro: ristorazione, compravendita immobiliare, centri scommesse, marketing e pubblicità, produzione e commercio di calzature e abbigliamento, lavori edili. Una stretta che rientra nel piano straordinario di tutela della legalità coordinato dalla Prefettura, in collaborazione con le Forze dell’ordine e la Direzione Investigativa Antimafia. L’obiettivo è chiaro: colpire le organizzazioni criminali sul piano economico, prima ancora che intervengano le condanne penali. I provvedimenti determinano per le imprese coinvolte una sorta di “incapacità giuridica”: niente contratti, concessioni, licenze, autorizzazioni o finanziamenti pubblici. Una misura che mira a interrompere il circuito economico che consente alle consorterie criminali di infiltrarsi, riciclare denaro e consolidare il proprio potere. La Prefettura evidenzia anche una tendenza ormai consolidata: il comparto dell’edilizia e l’intera filiera collegata restano tra i più esposti al rischio di infiltrazioni, complice l’elevato valore degli appalti pubblici e la forte appetibilità per i clan. Ma negli ultimi anni anche la ristorazione è diventata un settore vulnerabile: uso frequente di contante, manodopera irregolare, strutture societarie opache e margini di riciclaggio elevati la rendono terreno fertile per investimenti illeciti.

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