spot_img
spot_img
spot_img

I PIÙ LETTI DELLA SETTIMANA

ARTICOLI CORRELATI

Laminazione Sottile, scatta lo sciopero: “Spazi ridotti e sicurezza a rischio”

SAN MARCO EVANGELISTA (alads) – Alla Laminazione Sottile torna la protesta. Per lunedì 15 giugno le segreterie provinciali Fiom, Uilm, Fismic, insieme alle RSU e al RLS, hanno proclamato, da domani mattina, uno sciopero di 4 ore con presidio ai cancelli dello stabilimento di San Marco Evangelista, nel Casertano. Una decisione arrivata dopo l’ennesima segnalazione formale inviata alla direzione del Personale, in cui i sindacati parlano senza mezzi termini di “persistenti e gravi criticità in materia di salute e sicurezza”. Nella lettera, le organizzazioni sindacali ricordano che tali problemi “sono stati più volte segnalati nel corso degli anni”, anche attraverso il rappresentante dei lavoratori per la sicurezza, che “ha evidenziato tali criticità durante le riunioni periodiche previste dalla normativa vigente”. Il cuore della lettera riguarda le condizioni ambientali dei reparti. “Registriamo temperature elevate e la mancanza di un sistema di aspirazione e ricambio dell’aria efficace e proporzionato alle esigenze produttive”, scrivono le sigle sindacali, sottolineando come la situazione sia aggravata dall’uso continuativo, nell’arco delle 24 ore, di carrelli elevatori a combustione interna. Un utilizzo che, secondo i sindacati, determina “la costante presenza di fumi e gas di scarico negli ambienti di lavoro, a potenziale pregiudizio della salute dei lavoratori”. La lettera richiama esplicitamente il D.Lgs. 81/2008, ricordando che l’articolo 63 e l’Allegato IV impongono al datore di lavoro di garantire “aria salubre in quantità sufficiente mediante adeguati sistemi di ventilazione e aerazione” e condizioni ambientali compatibili con la tutela della salute. Non meno grave, secondo i sindacati, è la questione degli spazi. “La progressiva installazione di nuovi impianti ha determinato una significativa congestione degli ambienti di lavoro”, si legge nel documento. Una situazione che renderebbe “sempre più difficoltosi i movimenti del personale, la movimentazione dei materiali e l’accesso in sicurezza alle postazioni e alle vie di passaggio”. Anche in questo caso, viene richiamato l’Allegato IV del Testo Unico, che prevede spazi adeguati e libertà di movimento per i lavoratori. Le criticità, sottolineano le sigle, “non rappresentano soltanto un disagio lavorativo, ma configurano condizioni che potrebbero incidere seriamente sulla tutela della salute e dell’incolumità dei lavoratori”. Un riferimento diretto anche al malore accusato da un operaio lo scorso anno, episodio che portò alla proclamazione di uno sciopero. Nella parte finale della lettera, i sindacati chiedono interventi immediati e puntuali. Sollecitano una verifica delle condizioni microclimatiche e della qualità dell’aria, una valutazione dell’impatto dei muletti a combustione nei reparti chiusi, il potenziamento dei sistemi di ventilazione e aspirazione, e una revisione del layout produttivo per garantire spazi adeguati, accessi sicuri e una viabilità interna conforme alla normativa. Chiedono inoltre che “le risultanze delle verifiche e le misure correttive siano condivise con RLS e RSU”. Il messaggio finale è netto: “In assenza di interventi concreti e risolutivi, ci vedremo costretti a valutare ogni ulteriore iniziativa prevista dalla normativa vigente, compreso il coinvolgimento degli organi di vigilanza e delle autorità competenti”. Accanto alle questioni di sicurezza, restano aperte anche rivendicazioni salariali, tra cui l’aumento del ticket mensa e delle maggiorazioni sui turni. La tensione nello stabilimento è alimentata anche dal ricordo della tragedia dell’11 marzo 2024, quando il 25enne operaio Giuseppe Borrelli rimase schiacciato da un macchinario durante il turno di lavoro, morendo il giorno successivo. L’inchiesta della Procura – con due indagati e il macchinario sotto sequestro per presunte violazioni delle norme antinfortunistiche – è ancora in corso. Una ferita ancora aperta che, come ricordano i lavoratori, “impone di non abbassare la guardia sulla sicurezza”.

spot_img

I PIÙ POPOLARI