CICCIANO (rgl) – Un viaggio nelle contraddizioni del successo, tra luci abbaglianti e ombre difficili da ignorare. È questo il cuore di “Popxic”, il nuovo singolo di Myky, disponibile da oggi, 12 giugno, una data che negli anni è diventata una costante nel percorso artistico del cantante e performer di Cicciano. Con questo nuovo lavoro, l’artista campano sceglie di sorprendere il pubblico affrontando uno dei temi più complessi e meno raccontati del mondo dello spettacolo: il rapporto ambiguo tra successo, identità personale e dipendenza emotiva. Fin dalle prime note, “Popxic” trascina l’ascoltatore in un universo elettropop dalle forti suggestioni anni Ottanta. L’introduzione richiama l’atmosfera di un grande concerto, mentre il testo conduce verso scenari più oscuri e introspettivi, popolati da immagini di un aldilà fluorescente e inquieto. Il titolo stesso rappresenta la chiave di lettura del brano: una fusione tra le parole “Pop” e “Toxic”, a indicare il lato nascosto e spesso corrosivo dell’industria musicale e della ricerca del successo. Un successo che appare desiderato e inseguito, ma che al tempo stesso rischia di consumare chi lo rincorre. L’apertura del testo segna immediatamente una rottura con il recente passato artistico di Myky. Il verso “No heartbeat sound” si contrappone infatti al concetto centrale di “Outta Tune”, il brano con cui l’artista aveva presentato la propria proposta eurovisiva nel corso del 2026 e nel quale il cuore rappresentava un simbolo ricorrente sia nella narrazione che nell’immaginario visivo. In “Popxic” il cuore lascia spazio a una riflessione più amara. La musica diventa metafora di una dipendenza dalla quale sembra impossibile liberarsi. Il ritornello, sintetizzato nell’espressione “toxic pop, I can’t stop”, racconta proprio questa tensione costante tra attrazione e autodistruzione. La canzone si sviluppa come una riflessione sul prezzo da pagare per inseguire i propri sogni. Il successo appare sempre vicino ma irraggiungibile, alimentando una corsa continua che rischia di allontanare l’artista da sé stesso e dalla propria autenticità. Eppure, nel brano emerge anche una visione più complessa e sfaccettata. Quella stessa forza che può ferire e consumare è anche ciò che alimenta la creatività e dà senso alla vita artistica. Un concetto riassunto idealmente dal celebre motto latino “Quod me nutrit, me destruit”: ciò che nutre può distruggere, ma talvolta anche ciò che distrugge continua a nutrire. Con “Popxic”, Myky firma probabilmente uno dei lavori più maturi e personali della sua carriera, mettendo in discussione il mondo dello spettacolo senza rinunciare all’amore per la musica che lo ha portato fin qui. Cantante, autore e performer, Myky si è fatto conoscere dal grande pubblico grazie alla partecipazione ai Bootcamp di X Factor Italia nel team di Morgan e al secondo posto nel programma televisivo Social King su Rai2 e Rai Gulp. Negli anni ha costruito un percorso caratterizzato da una costante ricerca artistica, tra sonorità pop internazionali, identità mediterranea e una forte dimensione live. Dopo l’album di debutto “My Key”, i progetti “MARS” e “Gemini”, l’esperienza a X Factor Malta sotto la guida di Ira Losco e numerose esibizioni di rilievo, tra cui l’open act per Luchè e la performance allo Stadio Diego Armando Maradona durante il Derby del Cuore, l’artista ha raggiunto nel 2026 la finale del San Marino Song Contest, confermando la propria crescita nel panorama pop europeo. “Popxic” rappresenta ora un nuovo tassello di questo percorso: una canzone che non si limita a intrattenere, ma invita ad interrogarsi sul confine sottile tra passione e ossessione, tra successo e perdita di sé.
Luci, palchi e oscurità: Myky svela il lato tossico del pop in “Popxic”










