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Melonellum, cosa cambia: addio ai collegi uninominali e premio di maggioranza al 42%

ROMA (alads) – La nuova legge elettorale, ribattezzata “Melonellum”, è alla Camera (le votazioni dovrebbero partire dal 7 luglio) dopo il via libera in commissione Affari costituzionali con la cosiddetta tagliola, che ha permesso di chiudere l’esame senza votare tutti gli emendamenti. Secondo quanto ricostruito da l’Espresso, il testo introduce un sistema proporzionale con premio di maggioranza, liste bloccate e l’indicazione obbligatoria del candidato premier: un impianto che segna una rottura netta con il Rosatellum, la legge oggi in vigore. La novità più rilevante riguarda l’architettura del sistema. Il Melonellum elimina i collegi uninominali e affida l’intera attribuzione dei seggi al meccanismo proporzionale. Con il Rosatellum, invece, circa un terzo dei parlamentari viene eletto nei collegi maggioritari, mentre il resto è assegnato con liste bloccate. La componente maggioritaria, dunque, scompare. Il cuore della riforma è il premio di maggioranza: 70 seggi aggiuntivi alla Camera e 35 al Senato per la lista o coalizione che supera il 42% dei voti. Una soglia più alta rispetto alla versione iniziale, che prevedeva il 40%. Il Rosatellum non contempla alcun premio: le maggioranze derivano dalla combinazione tra quota proporzionale e risultati nei collegi uninominali. Per evitare una sovrarappresentazione eccessiva, il Melonellum introduce anche un tetto massimo: la coalizione vincente non potrà superare i 220 deputati e i 113 senatori, pari al 55% dei seggi. Un limite assente nell’attuale sistema. Durante l’iter parlamentare è stato eliminato il ballottaggio previsto nella prima bozza. Nessun secondo turno: i seggi vengono assegnati sulla base del voto del primo turno, avvicinando il nuovo impianto al funzionamento del Rosatellum. Resta invece il sistema delle liste bloccate, che non consente agli elettori di esprimere preferenze sui candidati. È uno degli elementi di continuità tra le due leggi, anche se il tema delle preferenze resta aperto nella maggioranza e potrebbe tornare in Aula. Tra le novità figura l’indicazione del candidato premier: le coalizioni dovranno presentare il nome del proprio candidato contestualmente al programma. Una scelta politica, non giuridica, che non modifica le prerogative del presidente della Repubblica ma introduce un segnale diretto agli elettori. Confermata la soglia di sbarramento al 3%, ereditata dal Rosatellum, per evitare una frammentazione eccessiva. Resta anche la possibilità di presentarsi in coalizione. Infine, il Melonellum prevede un meccanismo di coordinamento tra Camera e Senato: se le due assemblee producessero maggioranze diverse, il premio non verrebbe assegnato e i seggi sarebbero distribuiti proporzionalmente. Una clausola che non esiste nel Rosatellum, dove i due rami del Parlamento seguono regole parallele ma autonome.

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