NAPOLI (rgl) – A Scampia il confine tra legalità e degrado ambientale è spesso sottile. Ma questa volta i carabinieri hanno trovato molto più di una semplice irregolarità: un’azienda autorizzata al recupero dei rifiuti che stoccava oltre il doppio della quantità annua consentita, trasformando un capannone in un potenziale pericolo per l’ambiente e per la salute pubblica. Operazione congiunta dei carabinieri del Nucleo Operativo Ecologico di Napoli e dei militari della compagnia Stella, impegnati in un servizio mirato alla repressione dei reati ambientali nell’area nord della città. Il controllo è scattato in via Roma, a Scampia, all’interno di una società specializzata nel recupero di rifiuti ferrosi. Durante l’ispezione, i militari hanno sorpreso due cittadini rom, residenti nel vicino campo nomadi, mentre scaricavano abusivamente rifiuti all’interno del capannone aziendale. Non si trattava solo di ferro: nel sito erano presenti batterie per auto, rifiuti non bonificati e materiali pericolosi, accatastati senza alcuna procedura di sicurezza. Le verifiche hanno permesso di accertare che la quantità di rifiuti stoccati superava di oltre il doppio il limite annuo autorizzato, trasformando l’area in un deposito incontrollato di materiali potenzialmente nocivi. L’intera superficie — 1.300 metri quadrati — è stata posta sotto sequestro, insieme al Fiat Ducato utilizzato per il trasporto illecito. I due cittadini rom sono stati denunciati, così come il 60enne napoletano, amministratore unico della società, ritenuto responsabile della gestione irregolare del sito.
Napoli, rifiuti oltre il doppio del limite: sequestrata azienda e tre denunce









