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Premio Cimitile, “lezione” di democrazia con Marta Cartabia tra Costituzione, diritti e futuro

CIMITILE (rgl) – Una riflessione profonda sul valore della democrazia, sul ruolo delle istituzioni e sull’attualità della Costituzione italiana a ottant’anni dalla nascita della Repubblica. È stato questo il cuore dell’incontro che ha visto protagonista Marta Cartabia al Premio Cimitile, nell’ambito della XXXI edizione della prestigiosa rassegna culturale ospitata nel complesso basilicale paleocristiano. L’appuntamento, intitolato “Gli 80 anni della Repubblica e della Costituzione: referendum istituzionale, Assemblea Costituente, primo voto delle donne in Italia”, ha rappresentato uno dei momenti più significativi del programma 2026 del Premio Cimitile. Al centro del confronto la presentazione del volume “Custodi della Democrazia. La Costituzione, le corti e i confini del politico”, pubblicato da Egea Editori, nel quale l’ex presidente della Corte Costituzionale analizza il rapporto tra potere politico, giurisdizione e tutela dei principi costituzionali nelle moderne democrazie. La partecipazione registrata nel corso della serata ha confermato l’interesse suscitato da temi di grande rilevanza civile e istituzionale, trasformando il dibattito in un’occasione di approfondimento e confronto sui valori che costituiscono le fondamenta della Repubblica italiana. Ad aprire l’incontro sono stati i saluti istituzionali del sindaco di Cimitile Filomena Balletta, del presidente della Fondazione Premio Cimitile Felice Napolitano, del presidente dell’associazione Obiettivo III Millennio Elia Alaia, del presidente dell’Ordine degli Avvocati di Nola Arturo Rianna e dell’assessore alla Cultura della Regione Campania Onofrio Giustino Angelo Cutaia. Al dibattito hanno preso parte anche la professoressa Patrizia De Pasquale, ordinario di Diritto dell’Unione Europea presso l’Università Federico II di Napoli, e il professor Umberto Ronga, ordinario di Diritto Costituzionale e Pubblico dello stesso ateneo. A moderare l’incontro è stato Ottavio Ragone, responsabile della redazione napoletana di Repubblica. Nel corso del suo intervento, Marta Cartabia ha sottolineato l’importanza delle Corti costituzionali come garanti dell’equilibrio democratico e della tutela dei diritti fondamentali. “Le Corti costituzionali rappresentano uno dei presìdi più importanti delle democrazie contemporanee. La loro funzione è garantire che i principi sanciti dalle Costituzioni continuino a orientare l’azione pubblica anche nei momenti di maggiore trasformazione e complessità”, ha affermato l’ex presidente della Consulta ed ex ministra. L’incontro ha inoltre offerto l’occasione per ripercorrere alcune delle tappe fondamentali della storia repubblicana italiana: dal referendum istituzionale del 2 giugno 1946 all’elezione dell’Assemblea Costituente, fino alla storica conquista del diritto di voto da parte delle donne. Particolarmente significativo anche l’intervento dell’assessore regionale alla Cultura Onofrio Giustino Angelo Cutaia, che ha evidenziato il valore educativo e civico dell’iniziativa. “Occasioni di confronto come questa contribuiscono a rafforzare la consapevolezza civica e a mantenere vivo il legame tra istituzioni e cittadinanza. Ricordare gli ottant’anni della Repubblica significa riflettere sul percorso democratico del Paese e sul patrimonio di valori che siamo chiamati a custodire e trasmettere alle nuove generazioni”, ha dichiarato. A fare da cornice all’evento è stato ancora una volta il complesso basilicale paleocristiano di Cimitile, luogo simbolo della manifestazione e punto di incontro tra memoria storica, cultura e riflessione contemporanea. La serata ha confermato come il dibattito sui valori costituzionali non sia soltanto un esercizio di memoria, ma una necessità concreta per comprendere il presente e costruire il futuro. A ottant’anni dalla nascita della Repubblica, il messaggio emerso da Cimitile è stato chiaro: la democrazia, i diritti e la partecipazione non sono conquiste definitive, ma patrimoni da custodire quotidianamente attraverso l’impegno civile e la responsabilità collettiva.

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