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Quarto, scoperta centrale delle truffe telefoniche: quattro arresti e 101 sim sequestrate

QUARTO (rgl) – “Clicchi sul link che le ho inviato e segua le indicazioni”. Oppure: “Sono il maresciallo della caserma, deve effettuare subito questa operazione”. Frasi studiate per conquistare la fiducia delle vittime e svuotare i loro conti correnti. Dietro quelle telefonate, secondo gli investigatori, c’era una vera e propria centrale delle frodi attiva in un appartamento di Quarto. È quanto scoperto dai carabinieri della Tenenza di Quarto, che hanno arrestato quattro uomini ritenuti gravemente indiziati di concorso in frode informatica. L’operazione è scattata dopo un’attività investigativa che ha consentito ai militari di individuare un appartamento di via Crocillo trasformato in una sorta di call center dedicato alle truffe telefoniche, in particolare ai danni di persone anziane. Dall’esterno dell’abitazione i carabinieri ascoltavano le conversazioni dei presunti truffatori, caratterizzate da un accento settentrionale forzato ma ritenuto credibile, utilizzato per convincere le vittime a seguire istruzioni e fornire dati utili per accedere ai conti correnti. Per entrare nell’appartamento, i militari hanno escogitato una strategia insolita: interrompere temporaneamente la fornitura elettrica. Rimasti al buio, gli occupanti hanno aperto la porta per verificare quanto stesse accadendo, consentendo così l’intervento dei carabinieri. All’interno è stato trovato un vero e proprio centro operativo. Su un tavolo erano presenti numerosi telefoni cellulari utilizzati per contattare le vittime. Durante il blitz uno degli indagati avrebbe tentato di disfarsi di un dispositivo lanciandolo dalla finestra, ma il telefono è stato immediatamente recuperato dai militari appostati all’esterno. Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, al momento dell’intervento erano in corso sette tentativi di frode. Uno di questi si sarebbe già concluso con successo ai danni di un’anziana residente a Roma, alla quale sarebbero stati sottratti circa 18mila euro. Nel corso della perquisizione sono stati sequestrati 17 telefoni cellulari, un computer portatile e ben 101 schede SIM, materiale ritenuto funzionale all’attività illecita. In manette sono finiti un 44enne, un 25enne, un 30enne e un 25enne, tutti napoletani e già noti alle forze dell’ordine. Per loro sono scattati gli arresti domiciliari in attesa delle decisioni dell’Autorità giudiziaria.

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