spot_img
spot_img
spot_img

I PIÙ LETTI DELLA SETTIMANA

ARTICOLI CORRELATI

Vesuviano, raccolta differenziata a due velocità: un comune al 98%, troppi sotto il 50%

SAN SEBASTIANO AL VESUVIO (rgl) – Nel Vesuviano la raccolta differenziata racconta una storia a due velocità. Da un lato c’è chi sfiora la perfezione, dall’altro chi resta impantanato in percentuali che non raggiungono nemmeno la soglia minima prevista dalla legge. È una fotografia in chiaroscuro quella che emerge dall’analisi di Let’s Do It! Italy aps e del Polo della Sostenibilità Ambientale di San Sebastiano al Vesuvio, che hanno passato al setaccio i dati pubblicati sul portale WMySir relativi ai comuni del Parco Nazionale del Vesuvio e a quelli limitrofi. Il primato spetta a Massa di Somma, che con il suo 97,53% si avvicina al traguardo simbolico del 100%, seguita da realtà virtuose come Ottaviano, Sant’Anastasia e Terzigno, tutte ben oltre la soglia del 65% fissata dalla normativa nazionale. Più indietro, ma comunque sopra il limite minimo, si collocano San Sebastiano al Vesuvio e Boscotrecase, che superano la soglia solo di pochi decimali, segno di un equilibrio fragile che potrebbe spezzarsi facilmente. Il quadro cambia radicalmente scendendo nella parte bassa della classifica, dove compaiono comuni che non riescono a raggiungere risultati accettabili. Cercola, ferma addirittura a un dato del 2018, non supera il 64,5%. San Giuseppe Vesuviano, Pollena Trocchia, San Giorgio a Cremano, Volla, Portici, Somma Vesuviana e Boscoreale oscillano tra il 47% e il 64%, mentre Ercolano e Trecase restano sotto il 46%. In fondo alla graduatoria c’è Torre del Greco, che con il suo 35,66% rappresenta uno dei casi più critici dell’intero territorio. A colpire non è solo la distanza tra i comuni più virtuosi e quelli più in difficoltà, ma anche la disomogeneità dei dati disponibili. Per alcuni territori mancano i numeri del 2026, per altri quelli del 2025, e in alcuni casi – come Cercola – l’ultimo aggiornamento risale a otto anni fa. Una mancanza di trasparenza che rende difficile valutare l’evoluzione delle performance ambientali e che ostacola cittadini, associazioni e istituzioni nel monitoraggio delle politiche pubbliche. «Nel 2026 non dovrebbe più fare notizia chi supera il 65%, ma chi non riesce ancora a raggiungerlo» osserva Vincenzo Capasso, presidente di Let’s Do It! Italy. “Colpisce che nello stesso territorio convivano comuni che sfiorano il 100% e altri che restano sotto il 50%. Ancora più preoccupante è la difficoltà di reperire dati aggiornati e omogenei: la trasparenza ambientale è il primo passo per misurare i risultati e migliorare le politiche pubbliche. Le buone pratiche esistono già, ora occorre fare in modo che non restino casi isolati”. Capasso ricorda anche che la raccolta differenziata è uno degli indicatori più immediati dell’efficacia delle politiche ambientali locali: permette di capire quali modelli organizzativi funzionano davvero e dove, invece, servono interventi più decisi, sia sul fronte dell’informazione che dei controlli. Let’s Do It! Italy continuerà a monitorare gli indicatori ambientali attraverso il Polo della Sostenibilità Ambientale di San Sebastiano al Vesuvio, la mappatura dei siti inquinati e il dialogo costante con le autorità avviato da oltre un anno. Trasparenza, diffusione delle buone pratiche e confronto costruttivo restano i cardini dell’azione dell’associazione, che punta a trasformare il Vesuviano in un laboratorio di sostenibilità e non in un mosaico di emergenze.

spot_img

I PIÙ POPOLARI