POMIGLIANO D’ARCO (rgl) – L’audizione del nuovo amministratore delegato di Stellantis, Antonio Filosa, non è stata una semplice tappa istituzionale: è apparsa come uno snodo decisivo per capire quale futuro attende l’automotive italiano. Un settore che da anni vive tra incertezze, transizioni accelerate e timori occupazionali. E che oggi, secondo la Fismic Confsal, ha bisogno di una svolta concreta, non più solo annunciata. “Abbiamo apprezzato la volontà di riaprire il dialogo con istituzioni, parti sociali e territori, ma ora serve un passo ulteriore: trasformare gli impegni in risultati per i lavoratori e per gli stabilimenti italiani”, afferma il segretario generale Sara Rinaudo. Il messaggio è chiaro: la stagione delle parole è finita, quella delle scelte deve cominciare. La Fismic richiama alla responsabilità l’intero ecosistema dell’auto: azienda, Governo, Unione Europea, regioni, filiera e sindacati. “Da troppo tempo migliaia di famiglie vivono nell’incertezza. È il momento di un’assunzione di responsabilità collettiva. L’automotive non è solo un settore produttivo: è un pilastro che garantisce all’Italia un ruolo centrale nell’industria europea e mondiale. Perderlo sarebbe un errore che il Paese non può permettersi”. Il sindacato chiede che dal Tavolo Automotive arrivino «segnali forti e misure concrete» su investimenti, occupazione, competitività e strumenti capaci di accompagnare la transizione ecologica senza scaricarne il costo sui lavoratori. «Oggi più che mai serve un dialogo franco, costruttivo e orientato alle soluzioni. Le parole sono importanti, ma adesso è il tempo dei fatti». Sul fronte territoriale, la Fismic guarda con attenzione allo stabilimento di Pomigliano d’Arco, uno dei poli più strategici del gruppo. Rinaudo, insieme a Giuseppe Raso, segretario territoriale dell’area metropolitana di Napoli, accoglie positivamente la conferma della produzione della Panda Hybrid fino al 2030: “Una notizia importante per Pomigliano e per tutto il Mezzogiorno industriale. Garantisce continuità produttiva e stabilità occupazionale, ma dovrà essere accompagnata da ulteriori investimenti per assicurare prospettive di lungo periodo”. Positivo anche l’annuncio dell’arrivo della nuova e‑Car e di altri 2-3 modelli destinati al sito campano. “Pomigliano è pronto a diventare uno dei principali poli europei per le piccole vetture del futuro. Ma ora servono volumi adeguati, programmazione e investimenti che valorizzino le professionalità presenti nello stabilimento”.







