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Benevento, sequestro da 4,8 milioni per frode carosello nel settore elettronico

BENEVENTO (rgl) – Una frode carosello da milioni di euro, società create come “cartiere”, acquisti intracomunitari fittizi e un sistema studiato per sottrarre Iva al fisco: la Procura di Benevento ha disposto il sequestro preventivo di oltre 4,8 milioni di euro nei confronti di cinque società del settore elettronico e informatico. Il provvedimento, emesso dal Giudice per le Indagini Preliminari, è stato eseguito dai militari del Nucleo di Polizia Economico‑Finanziaria della Guardia di Finanza di Benevento. Le imprese coinvolte — insieme ai rispettivi amministratori — sono ritenute gravemente indiziate di dichiarazione fraudolenta mediante uso di fatture per operazioni inesistenti, omessa dichiarazione, occultamento delle scritture contabili e sistematico omesso versamento dell’Iva. Reati tributari che, secondo gli inquirenti, avrebbero generato un ingente profitto illecito. L’indagine nasce da un controllo doganale mirato dell’Ufficio delle Dogane di Benevento nei confronti di una società con domicilio fiscale nel Sannio ma amministrata da un soggetto residente in Abruzzo. Nel 2019 l’impresa risultava aver effettuato acquisti intracomunitari per quasi cinque milioni di euro, non compatibili con la reale struttura aziendale. Le verifiche, condotte anche tramite operatori commerciali esteri, hanno fatto emergere dubbi immediati sulla genuinità delle operazioni. Le successive analisi della Guardia di Finanza hanno ricostruito un meccanismo complesso: la società beneventana era stata creata per fungere da “missing trader”, una cartiera utilizzata tra il 2019 e il 2020 da altre imprese attive tra Bologna, Napoli e provincia. Attraverso fatture false, i beneficiari reali della frode riuscivano a evadere l’Iva su massicci acquisti di prodotti tecnologici dall’estero, ottenendo un vantaggio economico enorme e indebito. La Procura sottolinea che operazioni di questo tipo richiedono un intervento deciso sul piano patrimoniale: colpire il profitto del reato è essenziale per ristabilire equità e tutelare il mercato. Le risorse sottratte al fisco, infatti, rappresentano denaro sottratto alla collettività e ai servizi pubblici essenziali. Il sequestro permette di recuperare parte di quei fondi e restituirli all’Erario. La frode, inoltre, genera una concorrenza sleale devastante: le imprese che evadono l’Iva possono vendere a prezzi stracciati, insostenibili per gli operatori onesti. Chi rispetta la legge si trova costretto a lavorare in perdita o a uscire dal mercato. Neutralizzare i guadagni illeciti significa quindi proteggere il tessuto produttivo sano e garantire condizioni di competizione corrette.

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