NAPOLI (rgl) – “La natura non è un bersaglio”: è il grido che stamattina ha attraversato piazza Dante a Napoli, dove Legambiente, Lipu e Wwf hanno messo in scena un flash mob contro il disegno di legge sulla caccia. Un’azione simbolica e potente, con attiviste e attivisti schierati dietro lo striscione “Fermiamoli!”, alcuni con maschere da animali selvatici per rappresentare l’idea che “il bosco scende in piazza” e che la biodiversità stessa chiede protezione. Per alcuni secondi, i partecipanti sono rimasti immobili, mani alzate, a indicare fauna, ambiente e territori “sotto attacco”. Poi, al megafono, la frase che ha guidato la mobilitazione: “La natura non è un bersaglio”, seguita dal coro collettivo: “Fermiamoli!”. Con Legambiente erano presenti la assessora regionale alla Biodiversità Fiorella Zabatta, numerose associazioni, cittadini e rappresentanti politici che hanno aderito all’appello, rafforzando una mobilitazione che dalla Campania vuole parlare all’intero Paese. Secondo Legambiente, la Campania — regione ricca di aree naturali protette, rotte migratorie cruciali e habitat già messi alla prova da incendi, consumo di suolo e crisi climatica — sarebbe tra i territori più esposti agli effetti di una deregulation venatoria. Tra le misure contestate: eliminazione del termine massimo della stagione di caccia; ampliamento delle specie cacciabili; apertura dell’attività venatoria nel demanio forestale e marittimo; ingresso di cacciatori stranieri; riduzione obbligatoria delle aree protette e il ritorno ai richiami vivi. Scelte che, secondo le associazioni, avrebbero conseguenze pesanti sulla fauna selvatica e sugli ecosistemi, tutelati anche dagli articoli 9, 41 e 117 della Costituzione. “La fauna selvatica è un bene comune, non un interesse di parte”, ha dichiarato Mariateresa Imparato, presidente di Legambiente Campania. “In un’epoca segnata da crisi climatica, incendi, perdita di habitat e consumo di suolo, aumentare la pressione venatoria significa aggravare le difficoltà delle specie e mettere a rischio la sicurezza delle comunità”. Le associazioni ricordano che l’estensione dei periodi e delle aree di caccia aumenterebbe il rischio di incidenti nei boschi, nei sentieri e nelle zone rurali, compromettendo il diritto delle persone a vivere i territori in sicurezza.
Hanno aderito: Avionica APS, Rete Educativa del Rione Sanità, Terra Dea, UDS Campania, Arci Campania, Libera Campania, Ardea, Possibile Campania, M5S Campania, PD Campania.










