CASAPESENNA (rgl) – Un territorio sotto pressione, una violenza che rialza la testa, un clan che prova a riaffermare il proprio dominio. È in questo scenario che i carabinieri del nucleo Investigativo di Caserta hanno eseguito un decreto di fermo emesso dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli nei confronti di otto persone ritenute esponenti del clan dei Casalesi – fazione Zagaria. Gli indagati sono gravemente sospettati, a vario titolo, di associazione mafiosa, pubblica intimidazione con armi, illecita concorrenza con violenza o minaccia, estorsione, violenza privata, porto e detenzione di armi ed esplosivi. Il provvedimento, adottato in via d’urgenza, arriva dopo una escalation di condotte aggressive documentate dagli investigatori. Le attività tecniche hanno permesso di accertare che il sodalizio criminale continuava a esercitare un ruolo di rilievo nella gestione di interessi economici illeciti, rafforzando la propria presenza sul territorio attraverso una struttura composta da affiliati storici e nuovi sodali in rapida ascesa. Le indagini hanno evidenziato una recrudescenza delle azioni violente, tali da generare un diffuso allarme sociale. Tra i fatti più gravi, gli episodi intimidatori avvenuti tra febbraio e marzo: – l’abitazione di un cittadino marocchino colpita da numerosi colpi d’arma da fuoco, – un successivo attentato dinamitardo contro la stessa abitazione, – due attività commerciali del territorio (una pizzeria e una cornetteria) bersagliate da ordigni esplosivi. È stato inoltre ricostruito un episodio di illecita concorrenza aggravata dal metodo mafioso nel settore delle onoranze funebri: il titolare di un’impresa sarebbe stato costretto, tramite minacce, a rinunciare all’organizzazione di un funerale in favore di un’azienda riconducibile al clan, consegnando anche le somme già ricevute dai familiari del defunto. Le intercettazioni telefoniche e ambientali hanno confermato la disponibilità di armi ed esplosivi da parte dell’organizzazione, strumenti utilizzati per intimidire la popolazione, controllare gli operatori economici e pianificare azioni delittuose funzionali alle strategie del clan. Il gip del Tribunale di Napoli Nord, pur non convalidando il fermo, ha ritenuto sussistenti i presupposti cautelari, disponendo per tutti e otto gli indagati la custodia in carcere.







