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Cicciano tra schiamazzi e disagi: esposti e diffide dall’alveo Avella a piazza Mazzini

CICCIANO (Nello Lauro) – A Cicciano la protesta non è più un episodio isolato. Sta diventando un malessere diffuso che attraversa quartieri diversi, accomunati dalla stessa denuncia: degrado, insicurezza e istituzioni ritenute troppo lente nel dare risposte. Dall’alveo Avella fino a piazza Mazzini, passando per via Marconi e Borgo Corpo di Cristo, i cittadini hanno deciso di non limitarsi più alle segnalazioni informali. Ora parlano attraverso esposti, diffide e richieste ufficiali indirizzate alle autorità. Due documenti distinti, due aree della città, ma un messaggio identico: così non si può più andare avanti.

L’ALLARME DALL’ALVEO AVELLA – L’ultimo fronte si è riaperto nella zona dell’Alveo Avella, il cosiddetto “lagno”, dove diciannove famiglie hanno sottoscritto un esposto collettivo inviato a Comune di Cicciano, Polizia Locale, Ufficio Tecnico, Comune di Camposano, Stazione dei Carabinieri e Prefettura di Napoli, descrivendo una situazione definita “insostenibile, pericolosa e fuori controllo”. Nonostante l’ordinanza sindacale numero 22/2025 abbia istituito un’area pedonale videosorvegliata e nonostante i ripetuti interventi dei carabinieri — con sequestri di mezzi, sanzioni, identificazioni e perfino la richiesta di installare dossi artificiali — i residenti raccontano che nulla sarebbe realmente cambiato. Nel documento parlano di biciclette elettriche e monopattini che sfrecciano senza regole, urla e bestemmie fino a tarda notte, musica ad alto volume, bottiglie lanciate contro balconi e giardini, auto colpite da pietre, risse improvvise, siringhe ritrovate nelle proprietà private e minacce rivolte a chi prova semplicemente a chiedere rispetto. A tutto questo si aggiunge un problema strutturale che alimenta ulteriormente le preoccupazioni: la copertura in cemento del vecchio lagno presenta crepe e segni di cedimento, già oggetto di interventi urgenti ma ancora ritenuti fonte di potenziale pericolo. Nel loro esposto i cittadini non si limitano alla denuncia, ma avanzano richieste precise: pattugliamenti straordinari, utilizzo costante delle telecamere di videosorveglianza, chiusura serale dell’area mediante cancelli e una perizia tecnica urgente sulla copertura del canale. La delusione è palpabile: “Mai avremmo voluto presentare questo esposto. Ma quando la politica non ascolta, l’unica strada è quella ufficiale”. Parole che raccontano il livello di esasperazione raggiunto da chi vive quotidianamente il quartiere. Alcuni residenti spiegano di aver persino valutato la possibilità di vendere casa o ricorrere a un servizio di vigilanza privata pur di sentirsi più sicuri. Ma il malessere non riguarda soltanto il lagno.

LA PROTESTA DELLA PIAZZA – Anche il centro cittadino fa sentire la sua voce. Tra piazza Mazzini, via Marconi e Borgo Corpo di Cristo entra in scena il costituendo comitato civico Castrum, che ha notificato una diffida formale al Comune, trasmettendola anche alla Prefettura di Napoli. Qui le criticità assumono una forma diversa ma non meno preoccupante: problemi di viabilità, dissesto del manto stradale, possibili rischi idrogeologici, assenza di segnaletica, sosta selvaggia e disturbi alla quiete pubblica. Secondo il comitato, il tratto tra piazza Mazzini e l’inizio di via Marconi presenta segnali che meritano approfondimenti immediati: ristagni d’acqua, fessurazioni dell’asfalto ed erosioni del sottosuolo che potrebbero rappresentare il preludio a cedimenti analoghi a quelli verificatisi in altri comuni dell’area. Per questo viene chiesto un sopralluogo urgente accompagnato da verifiche geologiche e geotecniche. La diffida punta il dito anche contro la gestione della viabilità: mancherebbero segnaletica verticale e orizzontale, indicazioni del senso unico e divieti di sosta. Particolarmente critica l’uscita di Borgo Corpo di Cristo, dove la scarsa visibilità e la presenza di auto parcheggiate renderebbero difficoltosa e pericolosa l’immissione sulla carreggiata. L’anello rotatorio attorno alla statua di Giuseppe Mazzini sarebbe inoltre frequentemente ostruito da veicoli in sosta irregolare, con conseguenti difficoltà di accesso anche per i residenti. Tra le contestazioni compare anche quella relativa alle strisce blu installate tra corso Garibaldi e via Sant’Anna, considerate dal comitato non conformi al Codice della Strada perché restringerebbero la carreggiata destinata al transito. Nella diffida viene infine chiesto l’intervento del Prefetto di Napoli attraverso l’attivazione dei poteri sostitutivi e, in caso di ulteriore inerzia dell’amministrazione comunale, la nomina di un Commissario ad acta. Una richiesta che fotografa il livello di sfiducia maturato da una parte della cittadinanza.

LA RICHIESTA – L’esposto dell’Alveo Avella e la diffida del comitato Castum raccontano due realtà differenti, ma lo stesso disagio: da una parte degrado, insicurezza e problemi di ordine pubblico; dall’altra criticità legate alla viabilità, alla manutenzione e alla prevenzione del rischio. Due quartieri diversi, due documenti distinti, una sola richiesta: essere ascoltati. A Cicciano la protesta ha smesso di essere una lamentela affidata ai social o alle conversazioni di strada. È diventata carta bollata, firme, atti ufficiali. Quando i cittadini scelgono esposti e diffide, significa che il dialogo ordinario si è incrinato. Tocca ora alle istituzioni ricostruirlo, prima che la sfiducia diventi definitiva.

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