CASERTA (rgl) – Un capo clan tornato libero dopo 33 anni di detenzione, un gruppo criminale riorganizzato attorno alla sua figura, una spirale di violenza che va dalle “stese” armate fino a un progetto di femminicidio commissionato per vendetta. È il quadro che emerge dall’indagine della Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli, culminata con il fermo di cinque persone ritenute parte del nuovo sodalizio riconducibile al clan Autiero, storicamente legato ai Casalesi. I militari del Nucleo Investigativo del Comando Provinciale di Caserta hanno eseguito un decreto di fermo del Pubblico Ministero, emesso dalla Dda di Napoli, nei confronti di cinque indagati accusati, a vario titolo, di: tentato omicidio, pubblica intimidazione con armi, porto e detenzione abusiva di armi, tutti reati aggravati dal metodo mafioso. Tra loro figura anche una esponente di spicco del clan Autiero, detto “i Scusuti”. Le indagini hanno documentato la riorganizzazione del gruppo criminale attorno al capo clan, scarcerato nel 2024 dopo 33 anni di detenzione, di cui 28 in regime di 41 bis. L’uomo, libero vigilato, è stato identificato come figura apicale del nuovo sodalizio, strutturato con ruoli e compiti definiti. Due degli indagati, insieme al capo clan, sono accusati di aver organizzato una ritorsione armata contro un imprenditore e contro il sindaco di Gricignano d’Aversa. Secondo gli investigatori, il gruppo avrebbe esploso colpi d’arma da fuoco contro: un bar della famiglia del sindaco e l’abitazione dell’imprenditore. La ritorsione sarebbe stata motivata da un presunto esposto alle forze dell’ordine che denunciava affari illeciti di un sodale. L’indagine ha inoltre permesso di bloccare un progetto di omicidio ai danni di una donna. Il suo ex compagno avrebbe commissionato il delitto al capo clan, pagando 20.000 euro, parte dei quali già consegnati. Il movente: la denuncia per stalking e revenge porn presentata dalla donna e la gelosia ossessiva maturata dopo la fine della relazione. Il capo clan aveva già: individuato gli esecutori materiali e definito le modalità operative dell’attentato. Il gip del tribunale di Napoli Nord, pur non convalidando il fermo, ha ritenuto sussistenti i presupposti cautelari, disponendo per tutti e cinque gli indagati la custodia in carcere.







