NAPOLI (rgl) – Confesercenti Campania lancia una mobilitazione regionale per difendere il commercio di prossimità, settore che negli ultimi anni sta vivendo una crisi profonda, con effetti diretti sulla vita dei quartieri e sulla tenuta sociale delle città. Da oggi e fino a venerdì 17 luglio, nelle cinque province campane sono stati allestiti presidi per la raccolta firme a sostegno della proposta di legge nazionale sulla rigenerazione urbana del commercio e dei servizi di vicinato. A Napoli, in Largo Berlinguer, il presidente regionale Vincenzo Schiavo ha inaugurato simbolicamente il primo giorno di raccolta, affiancato da dirigenti e rappresentanti delle categorie. “Senza economia muoiono i quartieri, scappano i giovani e spariscono le attività” ha dichiarato Schiavo, sottolineando come la desertificazione commerciale sia ormai un fenomeno evidente, soprattutto nelle periferie e nei centri storici meno turistici. “Il commercio di prossimità è un presidio di sicurezza: i negozi sono sentinelle che illuminano le strade e tengono lontana la criminalità. Dobbiamo sostenere chi investe nei nostri territori, non far scappare i giovani imprenditori”. La proposta di legge recante “Misure per la rigenerazione urbana del commercio e dei servizi di prossimità”, reca disposizioni volte a sostenere in modo strutturale le attività commerciali e i servizi di prossimità, contrastando i fenomeni di desertificazione commerciale e rafforzando il tessuto economico e sociale dei territori. Il provvedimento persegue l’obiettivo di garantire la continuità dei servizi essenziali alla popolazione residente, valorizzando la rete degli esercizi di vicinato, i presìdi multiservizio e le forme di aggregazione tra imprese. In breve questa legge quadro nazionale mette il commercio di prossimità al centro delle scelte sui nostri territori. Quattro i pilastri. Cuore della proposta è l’istituzione delle Zone Economiche Speciali di Prossimità (ZESpro), ovvero un insieme di misure a favore del commercio di prossimità: aree territoriali soggette a regimi fiscali agevolati, semplificazione amministrativa e contributi per l’avvio, per chi apre o rinnova un negozio di vicinato. Poi un Fondo per la riqualificazione, ovvero stanziamenti destinati al rinnovo dei locali commerciali e all’arredo urbano, per rendere più attrattivi i centri storici, promuovendo la tutela del territorio. Inoltre si chiedono regole più eque, ovvero condizioni più giuste rispetto ai giganti del web, anche con misure fiscali compensative. Infine la proposta prevede un Osservatorio nazionale al MIMIT (Ministero delle Imprese e per il Made in Italy) per portare dati e proposte ai tavoli decisionali. Confesercenti ricorda che in Italia, negli ultimi dieci anni, sono scomparse oltre 140mila attività di commercio al dettaglio, di cui 46.500 negozi di vicinato di base. La Campania registra il 15% delle chiusure nazionali, con Napoli che da sola rappresenta un terzo delle cessazioni regionali. “L’Italia si regge sulle piccole e medie imprese: sono la prima infrastruttura sociale del Paese” ha aggiunto Schiavo. “Serve una legge che dia ossigeno alle attività e nuove opportunità ai giovani imprenditori”.
Domani è possibile firmare la petizione presso il ‘banco’ in via Toledo (che replica le decine di banchi organizzati su tutto il territorio nazionale), ma è possibile sostenere la proposta di legge direttamente online tramite SPID, CIE o CNS sulla piattaforma dedicata del Ministero della Giustizia. (https://firmereferendum.giustizia.it/referendum/open/dettaglio-open/6700009) Per ulteriori dettagli sulla normativa è possibile consultare la pagina ufficiale di Confesercenti Nazionale (https://www.confesercenti.it/rigenerazione-urbana/).










